«Dettagli e cattiveria domani si vince così Kurtic fondamentale per temperamento»
L’ex biancazzurro Vanoli invita la squadra a ritrovare determinazione e mette in guardia da Zajc che ha lanciato nell’Olimpia Lubiana
l’intervista
Lui era in campo, quando le sfide con l’Empoli valevano per cercare di tornare in serie B. Nel dicembre del ’93 vittoria 2-1 della Spal, che a fine stagione avrebbe perso la finale play off con il Como.
Rudy Vanoli fu tra i protagonisti di quella partita. Come cambiano i tempi. Domani il match del “Mazza” avrà un significato nella lotta per restare in serie A. E Vanoli, che adesso sta aspettando un progetto serio per tornare in panchina dopo i successi mietuti in Slovenia, guarderà la gara con occhio attento. Questione di affetto (per la Spal) e di conoscenze (sul fronte empolese. Oltre che di sempre utile aggiornamento professionale. «Il preparatore atletico dell’Empoli è Rocco Perrotta, lo portai io - dice Vanoli - al Cska Sofia quando ero alla testa dei bulgari. Siamo sempre in contatto, conosco le dinamiche dei toscani. E poi lì gioca il mio ragazzo». Già, tale creatura calcistica è tutta di Vanoli.
Rudy, si parla di Miha Zajc: ce lo presenti.
«Lo lanciai io, all’Olimpia Lubiana. È uno dei migliori talenti sloveni. Ragazzo molto umile, un grande lavoratore nonostante sia in possesso di una tecnica sopraffina. In Italia la sua fortuna è stato l’approdo di mister Andreazzoli alla guida dell’Empoli, l’anno scorso in B. Miha aveva bisogno di adattarsi al calcio italiano, nel 3-5-2 di Vivarini faceva fatica a centrocampo. Andreazzoli è passato al 4-3-1-2 e lo ha messo tra centrocampo e attacco dandogli ampio spazio di manovra».
Ma adesso Iachini è appena passato al 5-3-2...
«È trascorso un anno, Zajc è cresciuto fisicamente e nel contrasto, permette più soluzioni. Ha imparato a giocare anche senza palla, è fondamentale nell’attacco allo spazio. La Spal dovrà stare attenta».
Se i moduli saranno speculari, dovrebbe esserci un duello tutto sloveno con Kurtic.
«Jasmin è un giocatore diverso, a Varese faceva anche uno dei due mediani. Ha più forza e più esperienza di Zajc. Per la Spal, lo scorso gennaio, è stato un grande acquisto. All’epoca dissi che se fosse venuto per fare il 10 con la testa da mediano sarebbe stato un valore aggiunto, mentre se fosse arrivato per sentirsi 10 puro sarebbe stato penalizzante. Direi che ha mostrato la mentalità giusta, la salvezza della Spal ha molto dell’apporto che ha saputo dare. Aggiungo: la sua recente e prolungata assenza per infortunio è stata un handicap. Alla Spal è mancato un uomo di temperamento e grande personalità come Kurtic».
Che partità sarà, domani, Spal-Empoli?
«Una gara che non si deve perdere. Di più: negli scontri diretti devi cercare il risultato pieno. Se si impone, la Spal conquista 6 e non 3 punti».
Il fatto è che in casa non vince dal 17 settembre e tra Sassuolo, Frosinone e Cagliari ha raccolto solo 1 punto.
«Ma l’unico vero passo falso è stato quello col Frosinone. La Spal veniva dal successo dell’Olimpico contro la Roma e l’ambiente si era galvanizzato: a volte sentirsi troppo bravi porta a dimenticare l’obiettivo. Ci sta, inconsciamente succede così, sono stato giocatore e so di cosa parlo. La Spal non deve mai dimenticare che il traguardo è uno: arrivare all’ultima giornata con un punto più della terzultima».
La segue?
«Sempre. Gioca bene, anche contro la Juventus ha mostrato organizzazione, ha fatto un calcio propositivo. Bella, ma deve portare a casa i punti. Non con la Juve, ma contro le dirette concorrenti».
La Spal sta subendo molti gol.
«Vedo, sta patendo le situazioni a palla inattiva, ed a certi livelli le partite le vinci e le perdi per questi dettagli. Conoscendo l’attenzione che Leo (mister Semplici; ndr) mette nel preparare ogni minimo aspetto, credo che stia ai giocatori recuperare quella concentrazione che è indispensabile. Domani, al di là di tecnica e tattica, la partita la vinci con la determinazione. La Spal ha un potenziale superiore a quello dell’Empoli, però non può accontentarsi di essere bella. Deve ritrovare la giusta applicazione in ogni aspetto della partita: a volte per vincere servono soprattutto ignoranza e la giusta dose di cattiveria». —
Paolo Negri
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