la lezione di samuel per marcare e vincere
Ieri, in una bellissima intervista-confessione-analisi, Walter Samuel (ex insuperabile difensore di Boca, Roma, Real Madrid, Inter e Nazionale argentina), tra le altre cose ha affermato: «... Oggi si difende in modo diverso... in area solo zona, si guarda prima la palla. Io avevo bisogno di toccare l’uomo...».
Ecco, l’auspicio è che le parole di Samuel (qui sintetizzate, ed estrapolate da un contesto più ampio) trovino traduzione pratica oggi nell’atteggiamento della Spal. Nella sua capacità, finalmente, di saper marcare e di non subire gol. Perchè i biancazzurri hanno incassato 20 reti nelle ultime 9 partite, nel corso delle quali solo una volta - a Roma contro i giallorossi - hanno mantenuto la porta inviolata e, guarda caso, hanno vinto. Quindi i gol al passivo sono 20 in 8 match, con il bilancio di 1 pareggio e 7 sconfitte. Il saldo è tremendamente negativo. Per invertire la tendenza va ritrovata la solidità. Quella delle prime giornate di campionato: 4 gare, 1 gol al passivo, 3 vittorie, 9 punti. 9 sui 13 che la Spal possiede ora in classifica.
Tralasciando un ennesimo riferimento ai gol continuamente incassati da situazioni di palla inattiva, l’importante sarà che i biancazzurri non smarriscano concentrazione e capacità di... toccare l’uomo (Samuel dixit), nel senso di marcarlo. Anche perchè nei ranghi empolesi Caputo è cliente scomodo, La Gumina ha ritrovato la grazia e Silvestre (argentino come Samuel) è difensore-goleador che su corner e punizioni va a saltare.
Se la Spal sarà capace di tale applicazione (e crediamo che lo sia), allora sarà a metà dell’opera. Perchè poi ha tutti gli argomenti del caso per colpire ed affondare l’Empoli. —
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