Tutta la “sua” Ferrara per l’ultimo abbraccio a Valentino Galeotti
Sala del Commiato piena ieri mattina, ma il saluto è il suo A fine rito la voce del compianto recita “Giugno verrà”
FERRARA. La vita, più che la morte. La Pasqua, più del ritorno alla terra. La prospettiva di quel “Giugno verrà”, con la voce di Valentino a recitare la sua stessa poesia. Non è stato un rito consueto, ieri mattina nella Sala del Commiato alla Certosa, il funerale di Valentino Galeotti. Anche su quest’ultima “uscita pubblica”, il segno della sua forte e profonda personalità è arrivato dritto alla mente e al cuore. Con un filo conduttore - dalla pagina del Vangelo all’omelia e fino a quella sorprendente poesia - che è stato l’inno alla vita, intesa come dono agli altri.
Ad ascoltare, con partecipazione, era rappresentato tutto il mondo - professionale, politico e dell’associazionismo - di quell’uomo dalla statura tanto elevata quanto ormai sempre più inconsueta, per impegno civile, morale e professionale. Quel giovane di 91 anni, in vita, ha donato a tutti i presenti, e non solo a loro, il frutto delle sue passioni: ieri, lasciandoli, le ultime parole sono state ancora sue: “Giugno verrà”, almeno per chi scrive, ha suscitato sentimenti di speranza, di dolce malinconia, di delicatezza. Alcune, delle tantissime sfaccettature che, accompagnate dal ricordo del sorriso e di quegli occhi azzurrissimi e sinceri, hanno risvegliato ancora gratitudine nei confronti di Valentino. Ecco - come nel Vangelo e nell’omelia -, il seme che morendo nella terra genera frutti, il Valentino Galeotti che nell’arco di una lunghissima esistenza ha saputo donare: alla sua Patria, alla sua città, alla sua famiglia, ai suoi colleghi, ai suoi amici.
No, non è stato un rito consueto, l’addio a Valentino ha scavato nel profondo, ma con la leggerezza di un suo sguardo. —
S.A.
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