Semplici: noi male e brutti, ma quei fischi...
Il tecnico biancazzurro: «Non facciamoci male da soli, se qualcuno pensava che avremmo messo sotto tutti ha sbagliato stadio, vada a San Siro»
FERRARA. Leonardo Semplici non vince al Mazza dal 17 settembre, la serata stellata con l’Atalanta. Nell’ultima uscita fu 2-2 col Cagliari con clamorosa rimonta subita, sabato identico risultato con miracoloso Kurtic. Stavolta a riprendere la ciambella di salvataggio è stata la Spal. Buono il punto, male il resto. E per una frazione, sul finire del tempo, pure uno sbotto polemico dello stadio.
Il trainer spallino in sala stampa va all’attacco. Tra mea culpa, ma anche con un richiamo forte: «Stiamo provando a farci male da soli - sibila il mister - e così non va bene. Se qualcuno pensava che quest’anno avremmo messo sotto tutti e vinto sempre 3-0 ha sbagliato stadio. Per queste aspettative ci sono San Siro o lo Stadium. I ragazzi ed io diamo il massimo, nel pieno rispetto di questi colori. Siamo scarsi? Può essere, però abbiamo comunque le possibilità per salvarci. Io, la società e la squadra ci crediamo. Contro l’Empoli abbiamo giocato male, l’unica cosa positiva è il risultato. Però il cammino è lungo e non ci sta che qualche spettatore inizi a mugugnare appena al terzo passaggio sbagliato. I miei ragazzi sono sensibili, sono abituati ad essere incitati. Non perdiamo questa unità ambientale, che ha sempre fatto la differenza».
Ecco, Leo mette il timbro su qualche rimbrotto che ritiene di troppo. Di certo nella ripresa la Ovest è stata maestosa e generosa in cori ed incitamento («ed infatti la ringrazio perché è determinante»). Però poi si va ad analizzare la prova. Brutta. Alla Spal si chiedeva “garra”, personalità ancora di più dopo il rapido vantaggio.
«Brutto primo tempo - ammette Semplici -: abbiamo sbagliato tanto e troppo. All’Empoli sono stati concessi spazio, tempo e occasioni. Dopo lo svantaggio e l’inferiorità numerica la squadra ha dato tutto. In dieci abbiamo concesso meno di quando eravamo in undici: il che la dice lunga sulla mentalità iniziale. Sotto il profilo della prestazione così non va».
«Sono il primo a rendermene conto - prosegue il condottiero dei biancazzurri - ed il primo responsabile. Però non è vero che non siamo calati nella parte. Quest’anno dobbiamo essere consapevoli che salvarsi sarà dura come l’anno scorso. Con l’Empoli pessima prestazione sotto il profilo mentale, tecnico e tattico. Ne parlerò coi ragazzi».
Berrettino d’ordinanza, Giuseppe Iachini dimostra classe nell’aver assorbito il colpo di un successo che aveva in mano ed è sfumato: «A volte raccogli, altre meno. Il mio Empoli ha prodotto una grande partita: abbiamo attaccato, costruito palle gol. Tirato in porta almeno una ventina di volte. Avanti 2-1, e con l’uomo in più, inconsciamente abbiamo frenato. Siamo arretrati, mentre avremmo dovuto continuare a giocare: far girare palla, muoverci. Peccato. Diciamo che fa parte del nostro processo di crescita». —
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