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E venne Isaiah: la Bondi trionfa Swann dice 44, Mantova va ko

Marco Nagliati

Pessimo inizio estense (-15). Poi sale la difesa, l’americano è iradiddio ed i compagni lo seguono. Applausi a scena aperta

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E venne Isaiah... E vinse la Bondi, dopo quattro sconfitte consecutive. Alcune ingiuste per quanto gli estensi s’erano spesi giocando senza il loro totem Hall. E venne Mantova, che ha pagato per tutti. Swann scrive 44 punti a referto, superando il record di 43 che aveva firmato contro Forlì il 18 novembre con supplementare. Non solo punti per l’esterno estense, che ha vissuto momenti di totale onnipotenza cestistica.

double face

Era un sorvegliato speciale Swann: ha insaccato con pochi errori, difeso, smazzato assist. Le cronache epiche direbbero iradiddio. Il colpo vale per il morale e per la classifica, visto che dietro non dormono. Ci sono state due gare, ieri. La prima è durata 20’, con la Pompea devastante nella sua semplicità. Palla sotto, sotto e ancora sotto. Morse ha atletismo e verticalità (10 punti nei primi 7’ sui 19 dei lombardi), Vencato a “cozza” su Panni. Swann braccato e marcato a vista. Prima Raspino, poi Morse sul blocco, infine Cucci come ultima diga. Tanti ostacoli da superare. Mantova insacca da sotto, poi palla “dentro-fuori” per aprirsi tiri aperti. È tutto un “boom-boom”. La Bondi ha diversi problemucci: in avanti Fntoni sbaglia tanto, De Zardo si nasconde. Panni soffre il press altrui. Soprattutto, se l’attacco non va, servirebbe energia dietro. Sempre secondi sulle palle vaganti, spazi ampi. Mollezza. La Pompea ha chili, centimetri e panchina: banchetta. Pattina e vola: “+15” (13-28) al 9’. Gli manca uno statunitense, Warren che gioca probabilmente la peggior gara della sua carriera (alla fine esce pur scavigliato).

dal letargo

Il Kleb esce dal sonno letargico quando la retroguardia alza finalmente la tacca dell’aggressività. Poi, non secondario, coloro che sarebbero i gregari hanno acuti da primattori. Liberati ha il fisico per reggere Vencato, trova pure un paio di cesti super. Barbon ha campo, perché raddoppiando Swann giocoforza altri hanno centimetri di vantaggio. Ecco, Barbon ha campo e tira. E segna. Fantoni è leone: sbaglia dei rigori, però non arretra di un millimetro. Il Kleb continua ad insistere sul pivot e fa benone. Accade che alzando il livello di battaglia, la Pompea perde il filo del giochino. Inizia a forzare da fuori, trova meno spavalderia. Emerge l’altro lato della medaglia: al 20’ la Bondi ha il 70% da tre e chiude 41-45. Partitissima riaperta. Diciamo che adesso Ferrara cavalca da esperto surfista l’onda emotiva. Swann è una cometa che porta regali. Caricando di carbone le gerle mantovane. Il terzo quarto è qualcosa di clamoroso: Isaiah illumina con 4 triple di fila e 4 liberi.

l’onda emotiva

Sono 16 punti in meno di una preghiera, la Bondi sorpassa. Fantoni in “tap-in” sigla il 59-54. Mantova non arriva più a dare palla sotto, Barbon da tre (era 4/4) per il “+8” estense (64-56). Al 30’ siamo 67-60. Uscita dall’apnea, la truppa di coach Bonacina non cede nulla. Non molla la maniglia. Dai, il paradiso: “+11”, “+13”. Più 16 al 35’ sull’82-66. Mantova prova a riavvicinarsi, palla a Swann e tripla. Il sorriso di Isaiah timbra un successo che sa di giustizia. —



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