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Spal, che fase: 2 punti nelle ultime 5 in casa

Paolo Negri
Spal, che fase: 2 punti nelle ultime 5 in casa

Bottino magro considerando che 3 gare erano scontri diretti I mezzi per venirne fuori ci sono e nessuno lo disconosce

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Non è una fase facile, per la Spal. E capiamo le sottolineature di figure di prua quali mister Semplici e capitan Antenucci che cercano di fare quadrato per respingere le negatività e restituire al mittente le critiche. Crediamo però che servano dei distinguo.

il bilancio

Quando Antenucci afferma che «se ogni volta che analizziamo una partita diciamo solo cose negative non va bene», riteniamo che l’evidenza non possa essere nascosta. Andando oltre il risultato, la prova con l’Inter - ad esempio - ha riscosso solo elogi, nonostante la sconfitta (immeritata, appunto, e giunta dopo una signora prestazione dei biancazzurri). Ma ponendo tutto sui due piatti, la bilancia delle ultime 10 partite da che parte pende? 1 vittoria, 2 pareggi, 7 sconfitte; 9 gol segnati, 22 incassati; 5 punti all’attivo su 30 a disposizione.

Diventa financo arduo individuare le cose positive, o più cose positive, considerando oltretutto che la Spal non vince in casa dal 17 settembre e che contro Sassuolo, Frosinone, Cagliari ed Empoli (escludiamo la gara con l’Inter) ha raccolto 2 punti su 12, e col Cagliari ha pareggiato 2-2 quando al 28’ della ripresa era avanti 2-0. È altresi vero che sabato contro l’Empoli i biancazzurri hanno rimontato, agguantando il 2-2 quando si trovavano in inferiorità numerica. Ma l’atteggiamento, l’agonismo, il ritmo, il gioco, l’attenzione sono state all’altezza se valutiamo tutti i 90 e passa minuti? Hanno risposto a ciò che è lecito attendersi da una squadra che lotta per la salvezza, che gioca in casa e che affronta una diretta concorrente?

le aspettative

Non si tratta, come dice mister Semplici, «di pensare che avremmo messo sotto tutti e vinto sempre 3-0. Se qualcuno lo pensava vada a San Siro ».

Per carità, ci va benissimo il “Mazza”, eternamente grati per ciò che società, allenatore e squadra hanno fatto negli anni, e convinti che capacità e professionalità e mezzi ci siano sicuramente per centrare l’obiettivo anche quest’anno. Ma prendere atto della realtà contingente, osservare, esternare una preoccupazione non significa non essere riconoscenti o non remare nella stessa direzione. Se poi il concetto fosse solo la riconoscenza, allora la Spal e Semplici avrebbero tenuto Mora, Castagnetti, Giani, Gasparetto, Finotto e compagnia. Solo che le analisi, sia di chi è protagonista che di chi guarda da fuori, nel calcio vanno anche oltre la logica della riconoscenza. Non abbiamo mai pensato e/o preteso che la Spal vincesse tutte le gare 3-0. Riteniamo solo non azzardato che tra Sassuolo, Frosinone, Cagliari ed Empoli fosse lecito aspettarsi qualcosina-ina-ina più di 0 vittorie. Non per attese personali, di Tizio p di Caio, ma nell’ottica della salvezza. Nessuno mette in discussione club, mister e giocatori. La convinzione è che la Spal arriverà felice al traguardo. Correggendo però ciò che palesemente non sta funzionando, sia nel rendimento dei singoli che nell’espressione collettiva.

l’unità

Semplici sabato ha anche reclamato perchè «non ci sta che qualche spettatore inizi a mugugnare appena al terzo passaggio sbagliato... non perdiamo l’unità ambientale che ha sempre fatto la differenza».

L’unità c’è e resterà tale. Tutti sanno, tutti sappiamo, cosa significhi la serie A. Ma l’unità va mantenuta anche evitando di fare elenchi di buoni e cattivi. Non crediamo che i fischi di tre pensionati possano essere motivo di disturbo, ed il coro tirate fuori i coglioni venga invece ignorato in sede di commento. Chi paga, chi ama la Spal, in qualsiasi settore dello stadio, ha identico diritto di cittadinanza. La Spal ce la farà. Nessuno salirà sul carro. Ma non è un delitto sottolineare le difficoltà del momento. —



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