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Spal e Genoa con suggestione di alta classifica, ma il campo riporta alla realtà: è lotta salvezza

Marco Nagliati
Spal e Genoa con suggestione di alta classifica, ma il campo riporta alla realtà: è lotta salvezza

Biancazzurri e rossoblù sono tra le formazioni che hanno una migliore differenza punti rispetto alla scorsa stagione 

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I NUMERI
Con luminarie negli occhi e sapor di panettone sul palato, si potrebbe dire che Genoa-Spal di domenica a Marassi vale per l’alta classifica. Il pandoro, il duello al Mazza con il Chievo, verrà gustato tra dieci giorni: al momento, dietro l’angolo, c’è il grifone rossoblù e i freddi dati statistici - comparando una stagione all’altra - evidenziano che biancazzurri e genovesi rispetto alla stessa 14ª giornata di un anno fa sono tra le formazioni che più si sono migliorate. La Spal fa registrare un “+4”, il Genoa ha addirittura un punto in più. Insomma, se assecondassimo lo spirito natalizio non di duello salvezza si tratterebbe ma di vis a vis tra compagini che rincorrono ai vertici il Milan e la Juventus. Rossoneri e bianconeri, assieme alla rivelazione Sassuolo, sono uscite bene dal gran salone del restauro chiamato mercato estivo. Invece, la Spal bussa alla porta del Grifo chiedendo punti che valgono un altro pezzetto di salvezza. Tra i giochini matematici e la realtà del campo scorrono battaglia e sofferenza.

LE SEMPLICI RAGIONI
Pur non togliendo il focus dall’oggi, va però compresa l’analisi di fondo che da un po’ di tempo effettua mister Semplici. Okay con l’asticella un po’ più alta, ma la Spal altro non può chiedere che la permanenza in categoria. Si voleva migliorare rispetto al campionato da matricola? Ecco sgocciolare numeri. A novembre 2017, 14º turno, la Spal era stata ribaltata a Verona dal Chievo in un secondo tempo tempestoso. Aveva 10 punti e se il campionato fosse finito in quel momento sarebbe tornata in B. Trecentosessantacinque giorni dopo la “Beneamata” ha 14 punti e se il “mondo” si fermasse adesso sarebbe salva. In fondo non sono dettagli. Vagnati ha messo in piedi una struttura tecnica che doveva garantire una maggiore competitività, al momento sta accadendo. Su quanto meglio (cioè cosa pretendere in termini di punti) si andrebbe a discutere all’infinito. Chiaro che i recenti up & down un filo di preoccupazione lo portano, altrettanto onesto ricordare - come Semplici ha fatto notare domenica scorsa - che l’atmosfera l’anno passato era meno spigolosa. I 2-2 in rimonta con Torino e Verona, così come l’1-1 subìto con la Fiore, furono ritenuti passaggi defibrillanti per proseguire la corsa. Accolti bene, insomma.

MINOR CALORE
Gli identici pari di quest’anno con Cagliari ed Empoli sono stati invece assorbiti con minor calore. Non se ne dolga il mister: anche questi sono segnali di crescita. Si teme meno la categoria, si ha maggiore considerazione della truppa spallina. Contano equilibrio e ragionevolezza, compattezza e tifo. Non mancheranno. Sulla sponda rossoblù, emotivamente, stanno molto peggio. Il “Pirata” Juric se non batte gli estensi salta come un tappo di champagne a Capodanno. Tensione e nervosismo altrui possono fare il gioco della Spal. A patto che la squadra sappia gettare sul prato agonismo e attenzione. Perché quel molle e svagato primo tempo con l’Empoli - se ripetuto - farà spendere in fretta tutti i bonus. La nave biancazzurra al momento è a galla, la navigazione resta lunga e gli scogli non sono scomparsi. —


 

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