La Spal torna all’antico per il Marassi-bis Formazione tipo nella sfida al Grifone
Solo Bonifazi titolare col Genoa rispetto allo schieramento di Coppa con la Samp. L’undici da “campionato” il più affidabile
Nei paraggi del Natale, arbitrerà Pasqua. Designato ieri il direttore di gara del delicatissimo Genoa-Spal di domenica a Marassi: si tratta di Fabrizio Pasqua, sezione di Tivoli. Al Var un “fischietto” di Bologna: Gianluca Aureliano. Diciamo che, in ottica video assistente, si sarebbe potuto fare qualcosina di meglio. Pasqua quest’anno ha già diretto i biancazzurri in occasione della tempestosa gara di Torino con i granata, vinta dai padroni di casa per 1-0. Tra un tempo e l’altro, si ricorderà, un nubifragio che costrinse alla momentanea sospensione del match per quasi un’ora. Un solo precedente stagionale anche con i rossoblù, per il direttore di gara: vittoria genoana per 2-0 sul Chievo.
ritorno a fort marassi
Fra due giorni, dunque, la Spal torna a Fort Marassi. Chilometri già macinati martedì in coppa Italia, costretti a seguire gli strani scherzi del sorteggio. Prima la Samp, ora il Grifone. Ma tacchetti diversi calpesteranno l’erba ligure. La differenza tra uno spuntino di coppa e la portata ben più importante del campionato infarcita da tre punti. Semplici ha doverosamente dato spazio alle seconde linee (vocabolo che non piace, ok, ma che di fatto si adatta a coloro che giocano poco e niente), traendone probabilmente convincimenti già maturati in questi mesi di allenamenti: al momento, i biancazzurri impiegati di più danno maggiori garanzie
. Sia chiaro, giocare in un undici inedito e con poca strada nelle gambe non è facile, però la “garra” sarebbe stata un bel gettone da giocarsi al momento di reclamare più spazio. Sarà stata la serata gelida, il ritmo non eccelso, però viene difficile pensare che Semplici stia trascurando in campionato delle vere alternative. Dunque, rispetto all’Empoli, soltanto Bonifazi può rappresentare una novità. Cionek è squalificato, in mezzo Vicari non può perdere il posto per Djourou.
A sinistra c’è Felipe. A centrocampo logico pensare a Schiattarella gran dispensatore del ritmo, con l’ottimo Kurtic a sinistra e Missiroli (ha avuto un problemino muscolare da smaltire) a destra. Sull’impiego di Lazzari e Fares sulle corsie, pochi dubbi. E davanti non si divide la coppia Antenucci-Petagna.
La Spal torna all’antico insomma, restaurando l’undici che in questo momento sta traghettando l’ambiente alla salvezza. Per la rivoluzione sognata dai giovani Dickmann o Valoti c’è tempo.
Al massimo c’è da tenere in conto dell’eventuale ritorno dello zar: Floccari.
lo spirito
Detto degli uomini, varrebbe la pena riflettere sullo spirito. Perché il match col Genoa agevole non è: a guidare il Grifo da ieri sera - dopo il ko con l’Entella in Coppa - è arrivato Cesare Prandelli al posto dell’esonerato Juric. Però la Spal non difetta di armi. E se davvero cadesse il colpaccio, allora sì che la graduatoria... Ma per godere della comodità, domenica servono gli spigoli. In sostanza linee più strette e collaborative, corsa e pensiero rapido. Il giro palla lento scalfisce poco gli avversari, senza concentrazione e un lavoro d’assieme si rischiano pericoli e gol. La salute dei rossoblù è fragile, però il senso della rete è robusto. Tra le pericolanti il Grifone è quello che ha segnato di più (19 reti contro le 13 spalline). —
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