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La grande riconoscenza

Da coach Taborda a Cuminetti fino all’ex presidente della Fipav Nazionale sentimenti di gratitudine per l’impegno e l’umanità

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FERRARA. Tantissime le persone, nella sua lunghissima carriera dirigenziale, che potrebbero regalare un ricordo, una testimonianza, un augurio a Luciano Bratti.

ITALIANI D’ARGENTINA

Iniziamo da un paio d’argentini. Guillermo Taborda, ora sulla panchina di Portomaggiore: «Il primo anno che ero a Ferrara, dovevo andare a Genova per Natale: la mattina della partenza mi hanno rubato le valigie, con tutto quello che avevo. Luciano mi portò in un noto negozio della città e mi comprò vestiti e cappotto di tasca sua: questo suo atto di umanità pazzesca mi ha fatto capire, al di là del valore del dirigente, lo spessore impressionante dell’uomo. Mi conosceva da sei mesi, neanche: è stato fantastico. Tutt’ora quel cappotto che mi comprò 30 anni fa ce l’ho ancora, mi è rimasto nel cuore. Poi, la sua famiglia, il ragù della Fosca... Gli voglio un sacco bene, come uno zio, un padre, un nonno».

Ecco Juan Carlos Cuminetti, direttamente da Rosario, in Argentina: «Di Luciano cosa dire? Per noi, parlo di Guillermo e di me, è stato un punto di riferimento. Lo venivamo a trovare nella sede vecchia della Fipav (in corso Ercole I d’Este, ndr) ogni volta che potevamo e a volte, quando le cose no andavano tanto bene per noi, aveva sempre la parola giusta per tirati su di morale. Tantissimi auguri a Luciano per i suoi 90 anni e un saluto carissimo alla sua famiglia, la quale porta nel dna i valori incommensurabili di un uomo stimato da tutti».

FERRARESE DOC

Ora il professor Mario Testi: «Luciano Bratti è sinonimo di pallavolo, un binomio inscindibile. La memoria storica della sua evoluzione, dagli albori ai successi. Un uomo di riferimento per tutti coloro i quali che hanno incontrato questo mondo. Ho avuto modo di collaborare con il comitato Fipav quando organizzava corsi d’aggiornamento perché la pallavolo evolvesse, si qualificasse a livello provinciale. Fui chiamato da lui per alcune competenze atletiche, capendo che la sola tecnica non bastava, vedeva la disciplina a tutto tondo, mentre allora era esasperato il piano tecnico. Mi colpì questa sua visione. La persona giusta al posto giusto, con passione e vigore».

“IL” PRESIDENTE

Carlo Magri, presidente Fipav nazionale 1995-2017: «Bratti lo conosco da una vita, ha dedicato la vita allo sport ed è una fortuna averlo. È sempre stato molto preso dai problemi del Coni, ora che c’è la trattativa con Malagò (Magri è ora nello staff di Palazzo Chigi, ndr), lo chiamo. Ha sempre partecipato, suggerendo idee: non era mica mai d’accordo con nessuno! Ha sempre fatto la gavetta, ma quella bella della pallavolo: la forza è in quelli come lui che con sacrifici e umiltà hanno lavorato». —

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