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I giorni frenetici di mister Prandelli «Uniti assieme alla nostra gradinata»

Alessio Duatti
I giorni frenetici di mister Prandelli «Uniti assieme alla nostra gradinata»

Il primo passo è stato compattare l’ambiente genoano. Poi la partita: «Spal meno aggressiva, ora costruisce gioco»

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ferrara. Giorni frenetici, di cambiamenti, ma anche di stimoli nuovi e pericolosi (per la Spal). Da giovedì sera a Genova – sponda rossoblù – nulla è come prima: Prandelli ha preso il posto di Juric e tutto l’ambiente pare galvanizzato dall’approdo del tecnico che guidò la Nazionale italiana nel negativo torneo di Brasile 2014. Lo stesso Prandelli è intervenuto ieri nell’appuntamento con i media dedicato sia alla sua presentazione che alla vigilia del match di questo tardo pomeriggio tra il “suo” Genoa e la Spal.

la quadratura

«Spero veramente – commenta Prandelli – di poter aiutare questa squadra a trovare la giusta quadratura e sono convinto che già da domani (oggi; ndr) saremo uniti con la nostra gradinata. Cosa chiedo a miei ragazzi? Andare in campo facendo le cose che proviamo in allenamento. Una squadra compatta e che aiuta i compagni. L’obiettivo è quello di fare una grande partita». Poi sul tema tattico: «La prima cosa che ho detto ai ragazzi è che abbiamo poco tempo e sarebbe una follia cambiare qualcosa. Manterremo l’atteggiamento cercando piccole accortezze. Spero di vedere quei piccoli cambiamenti che possono valorizzare le individualità di questa squadra». E ancora, sulla Spal: «Ha cambiato molto rispetto all’anno scorso, erano più aggressivi mentre quest’anno costruiscono molto più gioco. Noi dobbiamo cercare i tempi giusti per le pressioni. Nel momento che si decide che si deve aggredire, tutta la squadra deve farlo altrimenti si va in difficoltà. Lazzari? Questo giocatore ha i tempi giusti per trovare la profondità e se riesce a saltare l’uomo diventa un attaccante aggiunto. Dobbiamo essere compatti».

cambiamento

A Prandelli è stato chiesto un commento sul campionato italiano: «È cambiato ma come è cambiato il calcio. Non bisogna essere troppo dogmatici sui sistemi di gioco ma cercare di valorizzare i capitali che hai. Noi abbiamo il capocannoniere della serie A (Piotek; ndr) e dobbiamo sfruttarlo. Dobbiamo avere un’organizzazione ma non essere dogmatici. Serve la capacità nel corso della partita di leggere le situazioni». Non si attendono dunque particolari stravolgimenti in termini di formazione visto che poche sono state le ore a disposizione di Prandelli, poi le squalifiche di Romulo e Bessa pesano sulle scelte. Sussistono comunque due possibilità: il 3-5-2 a cui è abituato il Genoa o già un tocco di Prandelli con il 4-3-1-2. Nella prima ipotesi, davanti a Radu, giocherebbero Biraschi, Romero e Criscito con Pedro Pereira e Lazovic esterni, con il terzetto mediano composto da Hiljemark, Sandro, Mazzitelli e la coppia offensiva Piatek-Kouamé. Nel secondo caso Gunter andrebbe a inserirsi nella linea arretrata, mentre per il centrocampo salirebbero esponenzialmente le quotazioni di Omeonga e Veloso con Pandev trequartista dietro le due punte. –

Alessio Duatti

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