Per la Bondi le trasferte restano tabù
A Udine è arrivata la sesta sconfitta in altrettante partite Con il rientro di Hall va ridefinito l’equilibrio del collettivo
ferrara. L’aveva detto Andrea Bonacina che la Bondi avrebbe dovuto soffrire. E per lui soffrire significa non abbattersi quando arrivano le sconfitte, anche le più cocenti. Così come non montarsi la testa dopo una vittoria.
Soffrire è un verbo che per il coach del Kleb significa etica del lavoro e avere sempre concentrazione massima, ma anche disponibilità all’interno del team. Ma soprattutto significa essere tutti uniti verso un obiettivo che resta il medesimo da inizio stagione: raggiungere la salvezza in un campionato ricco di insidie e dal livello tecnico decisamente elevato, soprattutto quando ci sono da affrontare le prime della classe.
in viaggio solo ko
Ferrara ha imparato a soffrire, anche quando ha dovuto affrontare assenze importanti come l’uscita di scena di Zampini, ma anche quella per un mese del proprio leader Mike Hall. Nonostante questo la Bondi è sempre stata capace di vendere cara la pelle, a volte è riuscita pure a vincere, ma ancora le resta un tabù da sfatare: uscire vittoriosa dopo una gara in trasferta. Tanto che dopo la sconfitta di Udine (88-70 il risultato finale al Pala Carnera sabato scorso) i risultati negativi lontano da Ferrara sono saliti a sei.
Sia chiaro, non è certo la sconfitta di Udine che deve far preoccupare, vista la forza dell’avversario, ma resta il fatto che a quattro giornate dalla fine del girone di andata alla Bondi manca ancora un colpo in trasferta. Poi è vero che sono state molte le gare perse dopo aver lottato fino alla fine e al termine di buone prestazioni.
Ma, come ama dire sempre Bonacina, a premiare in questo sport sono le vittorie e non certo le pacche sulle spalle o i complimenti. Quindi Ferrara deve provare a sfatare quello che sta diventando un vero e proprio tabù nei due viaggi che le restano di qui alla boa di metà campionato: a Piacenza il 23 dicembre e a Ravenna, il giorno dell’Epifania. Per il resto sarà importante dare il massimo anche in casa, partendo da domenica prossima nel match impossibile contro la Fortitudo Bologna e poi ospitando Roseto.
le pecche in friuli
Intanto la Bondi dovrà riflettere su ciò che è successo a Udine perché oltre al rientro di Mike Hall – che è sicuramente una notizia positiva – sono almeno due le cose che non hanno funzionato a dovere: la cattura dei rimbalzi (40 dei friulani contro i 30 dei ferraresi) e le palle perse (ben 16 al termine dei quaranta minuti).
Numeri che servono a spiegare una sconfitta dove Ferrara ha subito molto la difesa dei padroni di casa e, a sua volta, ha fatto fatica a difendere il proprio di canestro. C’è poi un altro dato che le statistiche non rilevano: la determinazione e la capacità di restare concentrati, anche nelle fasi salienti della gara. Se Ferrara è stata brava a reagire più di una volta, non è stata altrettanto solida nel restare attaccata alla gara quando Udine ha pigiato sull’acceleratore. Poi è vero che la partita si è decisa nei cinque minuti finali, ma si è avuto l’impressione che Udine avesse quella fame di vittoria che alla Bondi è mancata, tanto da restare sempre con un vantaggio attorno alla doppia cifra.
mike sul parquet
Senza dubbio il rientro di Hall ha portato sconquassi nelle dinamiche del team. Ora dovrà essere bravo Bonacina a rimettere Mike all’interno di un sistema di gioco che, per quasi un mese, ha dovuto fare a meno del proprio leader e che forse aveva trovato altri punti di riferimento. Ora andrà ridata compattezza a quel pacchetto lunghi dove il numero 7 è un punto di riferimento, ma che dovrà restare unito per riprendere il controllo della zona pitturata del campo sia in attacco che in difesa. E la differenza a rimbalzo nel match di Udine ne è una testimonianza.
ora la effe
Una compattezza che dovrà servire già da domenica quando a Ferrara arriva niente meno che la Fortitudo Bologna. Sarà l’ennesimo derby da tutto esaurito. Dopo l’arrivo di Cento e di Forlì, quello con Lavoropiù sarà la sfida che rendere il palasport un catino caliente. In campo la Bondi dovrà affrontare un match estremamente duro, contro la squadra più forte del campionato. In una settimana Ferrara dovrà ritrovare fiducia e motivazioni per provare a mettere qualche granellino di sabbia in un meccanismo quasi perfetto.
Un lavoro mentale prima che tecnico, che Andrea Bonacina porterà avanti con cura e attenzione. In fondo il viaggio di Udine è già alle spalle e c’è tutto il tempo per caricare nuovamente le batterie e puntare alla nuova sfida. In fondo in casa la Bondi ha sempre dimostrato di saper vendere cara la pelle. —
Mauro Cavina
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