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Spal, che spreco due punti d’oro gettati alle ortiche

dall'inviato
Spal, che spreco due punti d’oro gettati alle ortiche

80’ minuti di superiorità numerica con gol di Petagna, poi palo e traversa  Ma anche un ingenuo rigore concesso a Piatek. Nella ripresa attacchi sterili 

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Andrea Tebaldi

GENOVA. La Spal torna dalla corrida di Genova con un punto, ma sono maggiori i rimpianti per non avere fatto bottino pieno rispetto alla soddisfazione per il pareggio esterno. Mister Semplici schiera la formazione che ci si attendeva con l’unica variante rispetto all’Empoli della presenza di Bonifazi al posto dello squalificato Cionek. Dal canto suo Prandelli appena arrivato non stravolge troppo il lavoro di Juric mettendo in campo uno speculare 3-5-2.

CORRIDA

A Genova sponda Genoa mai partite banali. Dopo la corrida dello scorso anno anche quest’anno non si scherza, c’è a malapena il tempo di studiarsi e dopo una decina di minuti in un intervento a centrocampo tra arancione e rosso diretto di Criscito su Schiattarella il direttore di gara decide per la seconda opzione. Marassi diventa una bolgia, da qui in avanti ogni fischio arbitrale del primo tempo è oggetto di contestazione della tifoseria di casa. E contestazione forte c’è anche qualche minuto dopo quando la Spal ottiene una punizione dal limite. Sull’asse Schiattarella-Felipe-Petagna arriva il vantaggio. Scenario ideale, sopra di un uomo e sopra di un gol. Cosa chiedere di più? Il Genoa ci prova e qui la Spal ha una pecca, non riesce a congelare la partita come dovrebbe. Concede occasioni e rischia. Hiljemark cade in area a contatto con Fares ma Pasqua non prende di nuovo i complimenti del pubblico di Marassi. La Spal manovra, come sua consuetudine fa possesso palla, anche se di verticalizzazioni verso la porta non si vede traccia. E come spesso succede in questa stagione arriva l’ingenuità difensiva dei biancazzurri con Fares che atterra Romero in area. Pasqua lascia correre di nuovo ma il Var lo richiama. Calcio di rigore e rossoblù che pareggiano con l’impeccabile esecuzione di Piatek. Davvero un grande peccato perché la partita sembrava in pugno. La Spal ci riprova e crea occasioni in serie, la più clamorosa sul piede di Antenucci (palo), ma non fanno altro che aumentare il rammarico per il punteggio con cui si va all’intervallo. Con traversa di Petagna agli sgoccioli.

il piglio

Nella ripresa la Spal sembra uscire col piglio di chi vuole andare a prendersi questi tre punti. Il ritmi calano rispetto al primo tempo e il clima di Marassi si tranquillizza. Ma la Spal non riesce ad andare oltre al possesso palla visto che per lungo tempo di problemi dalle parti di Radu non se ne vedono. Sulla tre quarti ci si arriva ma manca sempre l’imbucata per mettere le punte davanti al portiere. Semplici ci prova mettendo Valoti al posto di Missiroli e poi la regia Valdifiori al posto di quella di Schiattarella. Il Genoa non si vede quasi mai dalle parti di Gomis e quando ci arriva Gomis salva. La Spal la meriterebbe anche per lo sforzo profuso nel secondo tempo la la puntura di spillo non arriva e si torna a casa con la sensazione di avere buttato due punti.—

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