Tanto possesso e nessuna conclusione, l’incapacità realizzativa frena la Spal
Il secondo tempo di Genova è l’emblema della stagione. Un’occasione mancata per fare un balzo notevole in classifica
FERRARA. Un punto guadagnato o due persi? Semplici doveva osare di più o ha fatto bene così? Ci sono tanti lati dai quali si può guardare la realtà sul pareggio al Ferraris di Genova. Lascia però l’amaro in bocca una “ics” con una Spal in superiorità numerica per ottanta minuti e in vantaggio di un gol. La Spal ha avuto la fortuna e l’abilità di trovarsi in una partita incanalata sui binari migliori possibili. L’arbitro Pasqua con una espulsione affrettata di Criscito aveva dato un bel vantaggio ai biancazzurri che poi sono stati bravi a trovare la rete del vantaggio con Petagna.
I DIFETTI
Sono usciti i soliti difetti, o meglio le solite caratteristiche della Spal. In presenza di un arbitro che dirigeva con un vivo senso di colpa bisognava continuare a fare di tutto tranne che portarsi in area l’avversario. Occorreva continuare a spingere colpendo un avversario in difficoltà. E invece lo si è fatto, colpevolmente, solo per breve tempo nel finale di gara prima dell’intervallo a rete del pari incassata. Il secondo tempo della Spal è quello che lascia più rimpianti, se non si fa il possibile e l’impossibile per provare a vincere fuori casa in una situazione come questa quando lo si potrà fare? La Spal ha fatto un lunghissimo possesso palla sterile (66% a 34% alla fine) senza mai arrivare a crearsi vere palle gol fino al recupero con il colpo di testa di Floccari.
BUON PUNTO
La Spal non è mai riuscita a prender in mano le redini del gioco, non si sono mai creati problemi al muro difensivo rossoblù. Ad un certo punto forse ci si attendeva un vero e proprio atto di coraggio di mister Semplici: inserire forze fresche nel reparto avanzato. La Spal invece ha giocato una ripresa davvero spenta senza quell’ardore che è necessario, verrebbe da dire indispensabile, per una squadra che deve a tutti i costi centrare l’obiettivo della salvezza. Serve più grinta, più carica agonistica. E’ vero che dall’altro campo chi teorizza di un punto guadagnato è a sua volta in parte nel giusto perché si è messa un’altra lunghezza sul terz’ultimo posto al momento del Bologna a quota 11, ora distante 4 punti. E si è preso anche un punto all’Udinese. Quando si muove la classifica, per di più in trasferta, è sempre positivo per una squadra con gli obiettivi della Spal ma la sensazione è che questa squadra in certi momenti potrebbe fare di più di quel che sta facendo se potesse giocare a briglie più sciolte. Comunque la Spal è in linea di galleggiamento e al passo con gli obiettivi di inizio stagione. Ora arriva una partita vitale, che non va drammatizzata, perché come ammonisce giustamente patron Francesco Colombarini non è l’ultima spiaggia, il campionato non termina di certo dopo questa sfida. Ma qui servirebbe la vittoria o quanto meno una Spal in campo meno leziosa e più coraggiosa di quella che si è vista a Genova. —
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