Juve e Roma ko: l’Italia fa 4 buchi nell’acqua
Anche le due squadre già qualificate vanno al tappeto con Young Boys e Plzen. Bianconeri comunque primi nel girone
ROMA. Una due giorni pessima, nerissima. Anche Juventus e Roma finiscono al tappeto dopo Napoli e Inter. È vero, bianconeri e giallorossi erano già sicuri della qualificazione agli ottavi, ma è chiaro che il calcio italiano esce ridimensionato dall’ultimo turno della fase a gironi di Champions. La Juventus parte male e finisce sotto a Berna contro lo Young Boys già eliminato. Rigore e trasformazione di Hoarau, prima un paio di buone occasioni sciupate dagli uomini di Allegri. Troppo bassi i ritmi dei campioni d’Italia anche contro una formazione inferiore. Nella ripresa stesso copione con la Juve sprecona e i gialloneri di casa che raddoppiano ancora con Hoarau. Poi l’ingresso di Dybala, capace da solo di rivitalizzare i suoi. Prima il gol del 2-1, nel finale la rete del pari annullata però per fuorigioco. Nel mezzo anche un palo clamoroso colpito da un Cristiano Ronaldo non nella sua giornata migliore. Una sconfitta che brucia più che altro perché la Juventus, dopo il ko interno dominando con lo United, macchia ancora il suo cammino europeo. Un cammino che però proseguirà da testa di serie visto il ko del Manchester.
Una sconfitta che lascia il segno anche per la Roma: se non in classifica, sicuramente nella testa di Eusebio Di Francesco che vede la sua squadra sempre più in picchiata. Male anche in Repubblica Ceca contro il modesto Vitkoria Plzen e squadra sempre più in difficoltà. Rete effimera di Under, serata da dimenticare: «Non ho avuto le risposte che cercavo - ammette sconsolato -. Siamo partiti bene ma, ogni volta che ripartivano ci hanno messi in difficoltà. Tutti siamo in discussione a questo punto», aggiunge l'allenatore. Il tecnico non se la sente di colpevolizzare i giocatori più attesi - Schick e Pastore su tutti - per spiegare l'ennesima debacle: «Mi aspettavo una prestazione differente. Siamo partiti bene, poi mi è piaciuta poco la fase difensiva e dovevamo fare molto di più. I meccanismi diventano relativi quando non si va a difendere in maniera veemente e non si vanno a vincere i contrasti, per questo il sistema tattico diventa meno importante». Domenica c'è il Genoa che potrebbe diventare uno snodo decisivo per il futuro e per l'occasione «sarà fondamentale scegliere le persone giuste». —
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