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derby fra tecnici livornesi 

Juve, col Torino si cambia Allegri sceglie Perin: «Ora fuori il carattere»

Juve, col Torino si cambia Allegri sceglie Perin: «Ora fuori il carattere»

Il match di stasera serve al tecnico per dimenticare Berna Dybala con Mandzukic e Cr7 in avanti, Cancelo operato

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TORINO. Una sorpresa in coda e una in principio. È una Juve a porte girevoli, che si affaccia al derby delle 20.30 con il dente avvelenato dopo la brutta figura rimediata in Champions League a Berna. Cambierà molto Massimiliano Allegri rispetto alla partita con gli svizzeri, a cominciare dal portiere. «Nessuno me l’ha chiesto, ma gioca Perin», la battuta con cui il tecnico si è congedato dai giornalisti in conferenza stampa, che si era aperta con gli aggiornamenti sul bollettino medico. La novità di giornata riguarda Cancelo, ieri operato al menisco e che tornerà dopo la sosta. Stessa sorte potrebbe toccare a Cuadrado, che «verrà valutato nei prossimi giorni» e per il quale potrebbe essere necessario «un interventino».

Ancora spazio per De Sciglio sulla destra, con Alex Sandro dalla parte opposta. Per una emergenza sulla corsia destra che arriva ce n’è una a centrocampo che si chiude: Khedira rientra la prossima settimana, Emre Can è abile e arruolabile e potrebbe partire dal 1’. L’altro ballottaggio coinvolge Bernardeschi-Douglas Costa in fascia e Bonucci-Rugani al centro della difesa accanto a Chiellini, di ritorno dopo l’esclusione di Berna.

Tornerà anche Dybala, tra le poche note positive della trasferta elvetica, nel tridente completato da Mandzukic («ha un motore diverso, si è riposato un mese e sta bene») e dall’intoccabile Ronaldo. Che riposerà prossimamente, non contro il Toro. «Salterà una tra Roma, Atalanta e Sampdoria - ha rivelato Allegri - Gli ho parlato, gli ho detto che in una delle tre lo tengo fuori». Una scelta non casuale, dato che per Allegri quella contro il conterraneo Mazzarri (livornese come lui) è la sfida «più difficile» tra quelle che attende la Juve prima della sosta invernale. «Bisogna fare una partita di carattere, giochiamo a 72 ore dalla gara in Svizzera, oltre che la tecnica la squadra deve tirar fuori quello che ha e non ha, anche a costo di giocar meno bene».

Parole inconsuete per chi predica da sempre l’importanza del bel gioco. «Non è una trappola ma lo scoglio più difficile. Dobbiamo passarla, poi le altre tre vanno di conseguenza». In chiusura, un monito rivolto a tutti i protagonisti, dentro e fuori dal campo. «Deve essere una partita di calcio e non degenerare in una roba brutta - auspica Allegri - Altrimenti tutte le volte parliamo e poi ricadiamo negli stessi errori». —

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