L’analisi di Delneri. «Spal, fai attenzione, ho rivisto lo spirito del vecchio Chievo»
Il doppio ex inquadra la delicata sfida salvezza di domenica al Mazza. «Mi aspetto una gara aperta, il pareggio non serve a nessuno»
FERRARA. A Luigi Delneri parlare di Ferrara e della Spal emoziona, anche una vita dopo le annate estensi dal 1968 al 1972. Ma anche il Chievo per lui non può essere un ricordo qualsiasi. Chi meglio di lui può inquadrare la sfida? Una gara su cui ha le idee chiare: «Un pareggio non serve».
Che ricordi conserva di Ferrara e della Spal?
«Andiamo molto lontano nel tempo (ride, ndr...) mi ricorda la gioventù, un’epoca che non si dimentica mai. Ricordo le prime esperienze in un’altra città, un nuovo modo di vivere. Era l’epoca ruggente della Spal, conservo una memoria straordinaria sia della società che della città, bellissima. Che dire poi di Paolo Mazza? Era un presidente incredibile, venne lui in persona a vedermi e a prendermi a Aquileia, anche l’esperienza del vivere in famiglia mi ha molto migliorato. Cinque anni formidabili dai 17 ai 22 anni che mi hanno aiutato enormemente anche nel prosieguo della mia carriera».
Facendo poi un’accelerata notevole in avanti come ricorda gli anni al Chievo?
«Negli anni 2000 abbiamo dato vita ad una favola. C’è stato un incontro giusto di tante componenti allo stesso momento, ricordo come la gente ci guardasse dappertutto con simpatia e mi piace ricordare la società perché non è un allenatore che fa una società ma è la società che fa un allenatore. Poi l’ambiente tranquillissimo ha fatto il resto, ho avuto ragazzi fantastici».
Come arrivano a suo avviso le due squadre alla sfida di domani?
«Il Chievo ci arriva molto motivato, ha fatto risultati molto buoni nelle ultime settimane pareggiando anche a Napoli. E non dimentichiamo anche con Lazio e Parma. Ho visto il Chievo rinascere in questo mese, ho visto il vecchio spirito di squadra, il grande cuore della squadra veronese».
E la Spal?
«La Spal ha avuto una partenza davvero fulminea di campionato, ha conquistato vittorie, posizioni in classifica. Poi è rientrata tra i ranghi e sta facendo il campionato che ci si attendeva. La Spal è un ambiente sereno, ha gioco, ha valori e con questa serenità deve combattere fino alla fine per il proprio obiettivo. A Genova è anche stata molto sfortunata con palo e traversa, se ne va dentro anche uno solo dei due vince. Io sono sempre molto legato a questa squadra, se gioca con la testa libera per me può fare bene e non lottare fino all’ultima domenica ma centrare prima il suo obiettivo stagionale».
Che valutazione complessiva dà dell’organico Spal?
«E’ una squadra che io non ho mai visto proporre un calcio deludente, capita qualche partita sotto tono ma questo succede a tutti. Ha giocatori che conosco bene e hanno sempre dato un contributo importante anche nello spogliatoio come Floccari e Felipe. Conosco anche Fares che vedo si sta ritagliando molto spazio. In generale io penso che la Spal sia un ambiente sano perché conosco bene anche il presidente Mattioli e la proprietà».
Come giudica il lavoro di mister Leonardo Semplici?
«Importantissimo. Lo conosco, è un allenatore saggio e sempre composto. Basti pensare il cammino che ha fatto con la Spal».
Lazzari che è sulla bocca di tutti come lo vede?
«E’ una di quelle storie belle del calcio. E’ singolarmente un qualcosa di equivalente alla storia del Chievo dei miracoli. Ha fatto la gavetta».
Che gara si attende tra Spal e Chievo?
«Non so se sarà una partita bloccata o no ma il pareggio penso che serva a nessuno. Di sicuro non al Chievo che deve recuperare e da qualche parte deve cominciare a vincere. Ma dal canto suo la Spal gioca in casa, avrà il sostegno del suo pubblico e cercherà di conquistare i tre punti. Sarà comunque una gara da prendere con le molle per la formazione di Semplici».
In coda al campionato come vede la situazione?
«L’Empoli ha mostrato che anche in poche giornate tutto è possibile. Chievo e Frosinone sono attardate ma non si può dire che per loro sia finita, il Bologna al momento sembra in difficoltà ma serve tempo per costruire un progetto. Va dato tempo». —
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