Arriva il pugno duro della Fortitudo, Kleb ko a testa alta
La capolista non stecca e sembra dominare per lunghi tratti. Ma dal “-18” estensi al “-6” al 33’. Poi torna Hasbrouck
FERRARA. L’Aquila padroneggia il linguaggio forbito del basket. Vocabolario tecnico, “letture” perfette delle situazioni. Sfrutta ogni mismatch, punisce qualsiasi disattenzione. La “Effe” dispone della forza dei titani: quando il play (loro: Fantinelli) è alto come il tuo pivot (Fantoni) per spuntarla al Davide iconografico stavolta non basta la fionda. L’insieme di tante virtù della capolista fanno la Fortitudo. Ti stritola, ti prosciuga energia, inaridisce le tue fonti di gioco. Insomma, la Bologna biancoblù ti demoralizza. E il Kleb, in un terzo quarto da svenimento, così appare: malaticcio. Swann scompare dietro i blocchi, Hall forza per cercare di tenere in piedi i suoi. Meno diciotto, recita il tabellone: 47-65 al 29’. La disfatta dietro l’angolo e i ragazzi di Bonacina non l’avrebbero meritato.
Invece tutto il palasport ha avuto una partita. Poi serve tutto al più debole, mentre il Kleb ha avuto meno dell’indispensabile: Barbon inutilizzabile per un problema al piede, Molinaro che appena torna Hall - chissà perché - regredisce. De Zardo che proprio non riesce a dare spessore al suo stare sul parquet. E la fortuna: almeno cinque triple roteano ed escono beffarde. Comunque, nei primi venti minuti la Fortitudo dà spallate e la Bondi le assorbe. Panni ha l’ingrato compito di marcare l’ex Hasbrouck che sarà fondamentale nei momenti clou e marcherà sublimamente Swann sfruttando - però - un magnifico lavoro di squadra. Il gran duello è anche Leunen-Hall: il bolognese è l’essenziale manuale della “palla al cesto”, Mike ci dà l’anima ma non era serata di magie. La “Effe” spreme energia, fisica e tecnica. Mica una scoperta. Sprizza scintille da volta celeste. La Bondi ha Calò in quintetto, Swann è braccato prima da Hasbrouck, poi Fantinelli, poi Sgorbati e infine Rosselli. Il Kleb regge perché tira quasi col 39% da tre.
Il post intervallo è foriero di burrasca, come presagiva l’ultima azione del secondo quarto: due secondi e rimessa Bologna, tripla Hasbrouck. Si riparte ed è tormenta: la Fortitudo padrona, mentre la Bondi ha momentaneamente smarrito il cuore. Piove il “-18” al 29’. E qui, apriti cielo. I felsinei si rilassano, gli estensi si rialzano con l’anima sulle mani calde. Swann torna Isaiah: forza i blocchi, si prende triple. Insacca. Aiutino di Panni, contributo di Hall. Break di 16-4 in 4’ e derby che non soffoca nel dominio: 63-69 con sette minuti da giocare. Coach Martino rimette dentro tutta l’artiglieria: Hasbrouck, Fantinelli, Rosselli e Leunen. Hasbrouck insaccaa due triple e la riaggiusta. I compagni rialzano al massimo livello la diga difensiva. Per un Kleb stanco e innervosito dalle tante botte prese è decisamente troppo. La battistrada continua la navigazione verso le colonne d’Ercole della serie A, Ferrara esce con l’onore delle armi. La classifica si imbrusca. Nervi saldi e testa alta. Ci sono i mezzi per risalire la corrente. —
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