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La Spal resta al palo Anche il Chievo indenne al Mazza

Paolo Negri ;
La Spal resta al palo Anche il Chievo indenne al Mazza

Nel primo tempo prestazione sottotono. Floccari entra e centra la traversa Ancora rimandato il ritorno alla vittoria interna che manca dal 17 settembre

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La Spal non vince(va) in casa dal 17 settembre. Dopo tre mesi (oggi, giorno per giorno) i biancazzurri restano inchiodati a quel lontano successo sull’Atalanta. L’affermazione non è arrivata nemmeno ieri contro il Chievo, e c’è da dolersene. Soprattutto per i contenuti. La Spal, in sostanza non è andata oltre l’episodica traversa di Floccari oltre il 90’.

la minaccia pellissier

Squadra in campo con la formazione prevedibile, ad eccezione di Bonifazi preferito a Cionek (che così non fa il rientro dalla squalifica) in difesa centrale. Tandem offensivo Petagna-Antenucci, come sempre. Le sorprese le riserva mister Di Carlo, che propone un Chievo ben diverso da quello immaginabile. Nel senso che il tecnico dei pandorini tiene fuori l’inamovibile trequartista Birsa e non fa giocare il centrale Cesar e l’attaccante Stepinski. Out Cacciatore e Obi, ecco il 3-4-1-2 con Giaccherini dietro le punte ed il piè veloce Leris (attaccante d’estrazione) in fascia destra.

Avvio di studio, Spal molto bloccata, Chievo progressivamente a prendere in mano le redini del gioco, il che per molti versi appare sorprendente, sarebbe lecito aspettarsi i biancazzurri assatanati, all’offensiva, con slancio agonistico e qualche geometria. Nulla di tutto ciò, al di là di qualche iniziativa del solito Lazzari. Il Chievo ha gamba e idee, Di Carlo era venuto un paio di volte al “Mazza” ed evidentemente ha maturato l’idea di come affrontare ed inaridire i biancazzurri. Che di loro non hanno né passo né fantasia, e non vanno mai al tiro: difficile passare, con tali premesse. Sull’altro fronte, invece, il sempiterno Pellissier è un vero beau diable, mette il fuoco nella difesa spallina, corre, si batte, si smarca, crea spazi e va pure al tiro. Pericolosamente. Prima è Gomis, in tuffo, a spalmare in angolo. Poi tocca a Lazzari compiere il miracolo ed a salvare sulla linea. Va detto che la Spal non perde i vecchi vizi, becca contropiede da palla inattiva a favore, ed il vecchio (in senso affettuoso) Sergione va a un passo dal gol dell’ex. Quindi spetta a Felipe metterci una pezza su Hetemaj solo davanti a Gomis. Il succo qual è? Spal deludente, sottotono, raramente pericolosa. Poca, pochissima roba in una gara interna, scontro diretto con l’ultimissima (pur in netta ascesa). Il pubblico prende nota e riversa bordate di fischi alla squadra che si accomiata per l’intervallo.

paloschi pericoloso

Nella ripresa, dopo un quarto d’ora di anonimato spallino, mister Semplici inserisce Floccari, togliendo sorprendentemente Petagna (che non la prende bene). A provarci è Kurtic, dalla distanza. La frazione si dipana sui binari di una povertà quasi assoluta. Su un fronte come sull’altro non si conta la miseria di un tiro in porta che sia uno. Tenta il subentrato Paloschi, bella e chiara occasione, ma un difensore devia in angolo. La Spal nel finale preme. Ma va al tiro solo a tempo scaduto, col sinistro di Floccari che timbra la traversa. Mille volte peccato. —



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