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Per Kurtic è un punto che fa bene «Dobbiamo essere meno belli e metterci più grinta e cattiveria»

A.D.

Il centrocampista sloveno fa il punto dopo il pareggio contro il Chievo «Bisogna cambiare marcia ma loro si sono chiusi molto bene dietro» 

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l’intervista

Per raggiungere l’intera posta in palio non è bastata neanche la grande carica agonistica messa in campo nei secondi quarantacinque minuti di gioco dallo sloveno Jasmin Kurtic. Il centrocampista biancazzurro si è letteralmente acceso, facendo ammattire (e ammonire) i centrocampisti gialloblù e tentando di garantire alla squadra spallina quel giusto mix di quantità e qualità. Kurtic ha provato a caricarsi la squadra sulle spalle, ma il concetto legato al singolo non è la visione al suo inizio di commento al lunch match di ieri: «Sono un calciatore - commenta Kurtic - che si mette sempre a disposizione della squadra. Così come tutti i miei compagni, compresi anche quelli che sono in panchina. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo, ma è sbagliato parlare solo della mia prestazione del secondo tempo».

Sarebbe stata una vittoria meritata?

«Sì assolutamente, ancora più delle ultime partite giocate a mio parere avremmo davvero meritato di vincerla. C’è stata anche un po’ di sfortuna, ma preferisco non pensare a questa. Dobbiamo guardare le cose che siamo riusciti a far bene e pensare di continuare su questa strada».

Ci è parso molto in palla fisicamente. Come sta?

«Sto bene, ho sempre tanta voglia di mettere tutta la mia qualità in campo dopo l’infortunio che mi ha tenuto lontano dalle partite per un po’ di tempo. Voglio aiutare la Spal a vincere qualche partita: purtroppo è da un po’ che non siamo capaci di farlo, ma diciamo che comunque è meglio pareggiare che perdere».

Che significato ha il pareggio per la classifica?

«E’ un punto che ci fa bene. Ora alziamo la testa ancor di più e andiamo avanti alla ricerca di una vittoria che possiamo raggiungerla solo mettendo maggiore cattiveria».

E come si fa?

«Dobbiamo essere più “ignoranti”. Nel senso che sarebbe necessario fare qualcosa di meno bello, ma di andarci a prendere i palloni in ogni zona del campo con più grinta in modo di caricare ancor di più i nostri tifosi».

Che ieri si sono ancora una volta fatti sentire a gran voce per sostenervi...

«Loro ci aiutano sempre tanto. Questa è una tifoseria che io ho visto da poche altre parti. Devono continuare anche loro a darci una grossa mano e noi ricambiare con il 120% perché tutti abbiamo lo stesso obiettivo».

Raggiungibile con la conquista dei punti...

«Sì dobbiamo cambiare marcia, ma dobbiamo anche analizzare gli avversari. Il Chievo, ad esempio, si chiude molto bene con dieci giocatori dietro la linea della palla a far densità dentro la propria area di rigore. Non era facile». —

A.D.

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