Fra centimetri e classifica. Sorriso Spal a denti stretti, anche senza colpi in casa
Il tiro di Floccari avrebbe potuto dare la svolta, invece si è fermato sulla traversa. Prestazione non eccelsa, attaccanti in difficoltà, ma ci sono anche note positive
FERRARA. Nel calcio come nella vita, spesso, è questione di centimetri. Se anziché la trasferta Sergio Floccari avesse segnato probabilmente staremmo facendo altre valutazioni. Se il tiro fosse stato leggermente più basso, l’impatto sulla classifica e sulla psicologia della squadra sarebbe stato dirompente. E per chi vede solo grigio quel tiro avrebbe potuto cambiare di molto la tonalità. Invece ci troviamo a fare i conti con l’ennesimo pareggio interno che lascia rimpianti. Anche se la classifica resta molto buona.
COSA VA
Intanto, e non è poco, la classifica. La Spal viaggia più forte dell’anno scorso. Ma soprattutto, in attesa della gara di stasera del Bologna contro il Milan c’è un margine di cinque punti sulla terz’ultima, più tre sull’Udinese quart’ultima e a 16 punti si è in compagnia di Empoli e Genoa. Un buon viaggiare, non c’è che dire. Che non giustifica nessun tipo di allarmismo.
La seconda nota positiva è che la Spal non ha subito reti. Per una squadra che si vuole salvare e che fa fatica a trovare la via della rete è essenziale limitare quelle al passivo. Il Chievo non è lo spauracchio principale del campionato ma per una difesa che aveva fatto a più riprese “acqua” avere terminato imbattuta è degno di nota. Di positiva c’è anche la reazione del secondo tempo. Dopo un primo tempo incolore la Spal ha saputo mettere sul terreno di gioco qualcosa di più, ha creato pericoli non rischiando quasi nulla dietro. La formazione di mister Semplici ci ha provato soprattutto con i nuovi entrati Paloschi e Floccari. E per poco non ci è scappata la puntura di spillo.
Già Paloschi e Floccari. Hanno fatto molto bene entrambi al loro ingresso, soprattutto il “Boia” può essere davvero un valore aggiunto per la sua esperienza, classe, carisma e modo di stare sul terreno di gioco.
Sul “cosa va” si può anche aggiungere la voce la marcia delle altre. Se in una giornata in cui si pareggia in casa contro l’ultima in classifica si guadagna un punto su quasi tutti (Cagliari, Genoa, Empoli, Udinese e Frosinone) non va poi così tutto male.
COSA NON VA
La prestazione in assoluto non è stata eccelsa. Ci si attendeva di più. Difficile capire se nel gruppo ci sia o no un’ansia da prestazione ma il punto è che non si riesce a rendere al meglio. Nella ripresa la reazione c’è stata e importante. Però è stato creato troppo poco. Non si è mai riusciti a fare un arrembaggio verso l’area del Chievo. E Sorrentino non è stato chiamato a fare nessuna parata. Non vincere mai uno scontro diretto in casa è un problema.
La Spal fatica enormemente a trovare la via della rete: se l’avversario riesce a bloccare Lazzari si depotenzia molto la fase offensiva della Spal. Occorre che mister Semplici riesca a trovare alternative. Fares ci ha provato sulla sinistra ma è stato molto impreciso e a volte pure “pasticcione”. In regia non sembra al suo momento al top Schiattarella che paga anche una sorta di adattamento al ruolo perché non è un regista puro.
Un’altra problematica emersa in modo chiaro è la condizione degli attaccanti: male Petagna e Antenucci. Entrambi non hanno giocato la loro partita migliore, il primo ha faticato molto fino alla sostituzione mentre il capitano vive una fase di appannamento che perdura da qualche gara. Può succedere a tutti e sta succedendo anche a lui.
Un campanello d’allarme molto forte a mister Semplici poi è suonato con le palle inattive. Non bastavano quelle contro a costare gol, ora da quelle a favore si avviano ripartenze micidiali. Occorre al momento giusto sapere anche “abbattere” l’avversario, meglio spendere un giallo a metà campo che concedere una potenziale occasione da gol. Di lavoro per mister Semplici ce n’è, già in vista di Napoli occorrerà migliorare su tanti aspetti perché il livello rispetto al Chievo si alza. E di parecchio. —
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