La Baltur è nel tunnel dell’involuzione Fava: «Ne usciremo con le nostre forze»
Il presidente non nasconde la sua sorpresa per le sei sconfitte consecutive: ma di mercato non se ne parla proprio
CENTO. Non ha fine il momento no. Terza sconfitta interna consecutiva nel “freddissimo” palasport di San Lazzaro, la sesta in fila. Una sconfitta grave, perché maturata nello scontro diretto con Mantova, che, grazie alla cura di coach Finelli, scavalca una Baltur in palese difficoltà. E la classifica ora piange: penultimo posto, seppur in coabitazione con tutto il gruppone.
IL PROBLEMA
L’involuzione sotto il profilo del gioco nella partita contro Mantova è parsa evidente rispetto anche a solo un mese fa. Solo lampi individuali, legati all’estro del singolo. Ma non è un episodio, il problema si trascina da tempo: l’involuzione del gioco della Baltur è direttamente proporzionale alla crescita di quello degli avversari ed è stata causata dalla mancanza di allenamenti (e, poi, di partite) a ranghi completi.
SERATA NERA
Poi, contro la Pompea, si sono aggiunti altri fattori. Serata storta al tiro per Mays, intestardito nel cercare la soluzione da tre punti, anche fuori ritmo; pessime le sue percentuali, 1/10 dal campo. E se uno dei tuoi stranieri segna 3 punti in quasi 30’, a meno che tu non ti chiami Fortitudo o Treviso, nove volte su dieci perdi. Tolto Reati, andato benone per metà partita, prima di essere francobollato da Raspino e comunque con buon fatturato prodotto, anche gli altri esterni sono andati malino.
Moreno, nessun punto con 0/5 dal campo. Gasparin, meno incisivo e ordinato di altre volte. Poi, i centri: Morse sotto le plance ha dominato. Inutile nascondersi: la Baltur ha giocato male: ha mosso poco la palla, scontrandosi con la difesa virgiliana attenta in mezzo all’area.
IL PRESIDENTE
Da vero numero uno della Benedetto XIV, Gianni Fava analizza il momento no: «Sei sconfitte di fila non me le aspettavo – ammette a freddo –, ero sicuro di vincerla questa partita con Mantova. Questo è un monento no, domenica il rendimento di alcuni giocatori è stato al di sotto delle loro capacità. Non voglio cercare scuse, io dico che i nostri giocatori non possono essere diventati dei brocchi da un giorno all’altro, o che il nostro allenatore non sappia più fare il suo lavoro. È un momento che passerà, ne sono sicuro. Ora bisogna fare quadrato, tenere i nervi non saldi ma saldissimi e remare tutti nella stessa direzione. Per me il bicchiere è sempre mezzo pieno».
CALENDARIO
Non è il caso di farne un dramma, se si vuole reagire e tornare a vedere presto la luce. Questa è la serie A. Il girone Est, poi, è molto competitivo ed equilibrato, così Cento è passata da “matricola terribile” alla penultima piazza, ad appena 4 punti dal fanalino di coda Cagliari, domenica corsaro a Piacenza sponda Bakery. Se il ciclo di ferro era già terminato dopo la trasferta del PalaDozza, quello degli scontri diretti è iniziato nel peggiore dei modi. Complicati anche i prossimi 80’, contro squadre alla portata, ma più in salute della Baltur e, soprattutto, in trasferta. Si parte da Imola domenica contro una delle sorprese del girone, affrontata più volte in amichevole dai biancorossi. Ha perso a Jesi domenica segnando 100 punti e soprattutto in casa sta disputando un ottimo campionato. Ultima trasferta dell’anno il 30 dicembre proprio a Jesi, che domenica ha agganciato la Baltur nel gruppone delle penultime. L’andata finirà con il ritorno al PalaSavena contro Verona. Niente di facile insomma. Il ciclo di ferro è ancora aperto.
CHIUMENTI
Non è rotto il naso di Chiumenti. Solo una forte contusione rimediata a 2’ dalla fine in uno scontro frontale con Morse. Chiumenti ha avuto la peggio, ha lasciato il campo dolorante, ma pare esclusa la frattura al setto nasale. Possibile vederlo sia in allenamento che in partita con un tutore a protezione.
MERCATO
Ebeling è arrivato per allungare la rosa. Con Mantova coach Benedetto non lo ha utilizzato, così come non ha utilizzato gli altri under, che forse un’apparizione avrebbero potuto anche farla, quanto meno per dare un po’ d’ossigeno ai titolari. Fava sul mercato è categorico, a suo dire nulla bolle in pentola: «Nessun mercato - non si sbottona il presidente -, abbiamo appena ingaggiato un giovane che deve conoscere i nostri movimenti per allungare le rotazioni. Per fare mercato bisogna sapere prima che giocatori abbiamo, oggi non c’è niente da dire».
LA FESTA
Domani serata di festa natalizia alla Panduera, con squadra, società e tifosi. Per fare quadrato, tutti assieme, e uscire dal tunnel. —
Simone Gagliardi
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