E la Baltur cerca di tornare sull’antica rotta
Coach Benedetto garantisce una squadra combattiva come quella di inizio stagione «Tutti vogliamo reagire ma a Imola non sarà facile»
cento. La Baltur vuole ricominciare a correre. Il momento no dura ormai da troppo tempo. È giunta l’ora di cambiare marcia, atteggiamento, spirito di sacrificio e voglia di lottare. Con la faccia tosta già dimostrata all’inizio del campionato. Il derby di domani al PalaRuggi di Imola (ore 18) sembra perfetto per rialzarsi. «Bisogna ricominciare, c’è poco da dire. Questo è un campionato che dà mortificazioni come sta facendo in questo momento con noi, ma anche gioie come accaduto all’inizio della stagione - ecco il messaggio di coach Giovanni Benedetto -; già altre volte abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti, abbiamo vinto quattro partite nelle prime sei. Vogliamo riprendere il nostro cammino e tornare ad essere quelli dell’inizio. In settimana mi è piaciuto l’atteggiamento: tutti vogliamo reagire e uscire da questo momento negativo. Sono sicuro che a Imola andremo a giocarcela, avremo un piglio ben diverso».
no morbidi
Non quello morbido delle ultime apparizioni. A prescindere dal risultato che verrà, per nulla scontato contro quella che è tra le squadre più in salute del girone. Della Naturelle si parla poco, ma il campionato fin qui disputato da Imola è di assoluto rilievo: appena a ridosso delle big. «Concordo sull’ottimo cammino di Imola, forse oltre le previsioni - continua Benedetto -: ha presto superato il problema legato all’assenza di Prato, trovato una quadratura tecnica e tattica di livello indispensabile per poter disputare un torneo così difficile ed equilibrato. I due stranieri (Bowers e Raymond; ndr) sono cresciuti moltissimo, dalle loro mani passa ogni giocata; si conoscono bene, si ruotano e si integrano alla perfezione col resto del gruppo in cui ci sono giocatori d’esperienza come Crow, Fultz e talenti come Magrini e Rossi. Loro sono al di sopra delle aspettative, noi al di sotto». Intanto c’è stato un chiarimento tra giocatori, tecnici e tifosi. Il comunicato degli Old Lions non è passato inosservato: «Hanno fatto bene a farsi sentire, è giusto che i tifosi dicano quello che pensano. Io lo avevo sempre detto, in tempi non sospetti, di volare basso e di non esaltarsi. Oggi è giusto che la gente che ci segue dappertutto si faccia sentire».
IL RICORDO
Il 23 dicembre 1999 morì Chicco Ravaglia in un tragico incidente stradale. Imolese, Ravaglia ha mosso i primi passi all’Andrea Costa Imola prima di trasferirsi alla Virtus Bologna nel cui settore giovanile ha sfoggiato tutto il suo talento. Un predestinato. A 18 anni la prima esperienza in un campionato senior con la Benedetto XIV Cento in B1. Dopo un campionato super l’anno dopo era già in A1, il suo mondo dove si ritagliò spazi e soddisfazioni con Varese, Virtus Bologna e Cantù. Prima di quell’incidente stradale che gli costò la vita. Entrambe le tifoserie, domani, lo ricorderanno. Gli Old Lions ricorderanno anche Zimmer storico tifoso deceduto 11 anni fa sempre il 23 dicembre. —
Simone Gagliardi
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