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Il Terre del Reno parte sempre forte poi finisce in calo

Alessandro Bassi

Promozione. La formazione biancazzurra sta cercando il giusto equilibrio 

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l’analisi

Il Terre del Reno subisce troppi gol. E troppe rimonte. Può essere una questione di concentrazione, o anche un calo fisico legato, in certi momenti, ad una rosa corta o comunque con ricambi molto giovani. Un peccato, perché la squadra funziona. Ha il quarto attacco del girone (dopo Masi, Castenaso e Vadese, le prime della classe) però poi aggiunge la seconda peggiore difesa: 28 al passivo, peggio solo il Conselice con 35. Non è che dire ad alta voce che si devono prendere meno reti porti ad un qualche tipo di premio Nobel, ma è giusto considerare l’eventualità.

Per il Terre 25 reti all’attivo, 14 delle quali segnate nella prima mezzora, quattro a cavallo tra i due tempi, cinque tra il 60’ e l’80’ e due allo scadere. Al passivo, le cose cambiano: 28 gol presi. Quattro subiti nella prima mezzora, in tutto cinque nel primo tempo; tutte le altre nel secondo tempo: dal 60’ in poi sono 22 e 18 delle quali negli ultimi venti minuti (dieci tra l’80’ e il 90’).

In questa distribuzione delle reti fatte e subite, c’è la storia del girone di andata dei biancazzurri. Ottimi primi tempi, inizi di ripresa equilibrati e forti difficoltà allo scadere. Se consideriamo anche le rimonte ripetute all’interno della stessa partita, vediamo che in 17 partite i biancazzurri hanno rimontato tre volte ed hanno subito undici rimonte (contro la Portuense sono andati in vantaggio due volte e raggiunti altrettante). Se fosse una questione di organizzazione o di effettiva inferiorità, la distribuzione delle reti subite sarebbe, con ogni probabilità, meno concentrata nel finale e più costante nel corso della gara. Quindi un passo importante sarebbe riuscire a mantenere la concentrazione per tutta la gara. —

Alessandro Bassi

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