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Gli up & down dei Duchi «Abbiamo seminato per il futuro: l’anno prossimo raccoglieremo»

Dario Cavaliere
Gli up & down dei Duchi «Abbiamo seminato per il futuro: l’anno prossimo raccoglieremo»

Football. Coach Zucchelli traccia il bilancio di una stagione giovanile che ha avuto risultati altalenanti ma è stata di crescita 

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l’analisi

Con la sconfitta nei playoff della formazione Under 19 si è chiusa la stagione per gli SGI Duchi, il settore giovanile delle Aquile. La squadra Under 16, affidata a coach Alessandro Paltrinieri, con il terzo posto nella regular season non ha raggiunto la seconda fase. Il team era molto giovane, con diversi giocatori alla prima esperienza con casco e spalliera. Il team Under 19, affidato a coach Zucchelli, ha invece fatto registrare un record positivo (4-2) in regular season, che ha consentito di raggiungere la post season e quindi l'obiettivo stabilito dal coaching staff alla vigilia del campionato. Peccato per la sconfitta in trasferta a Bolzano, dove una vittoria, peraltro alla portata, avrebbe consentito l'accesso alle semifinali. Anche questa squadra aveva molti elementi al limite inferiore di età della categoria e la differenza fisico-atletica è stata a volte determinante.

il programma

«Il nostro programma – dice Stefano Zucchelli coordinatore del settore Duchi - prevedeva una stagione di transizione e di consolidamento dopo la vittoria dello scudetto Under 16 dello scorso gennaio ed il successivo travaso di giocatori di quel team nella categoria superiore. Possiamo dire che in entrambe le categorie abbiamo messo i nostri ragazzi nelle condizioni di potersela giocare alla pari con chiunque. Speravamo nel colpaccio a Bolzano, ma questo è il football, e il verdetto del campo alla fine non mente mai».

«Il nostro è dichiaratamente un programma biennale e l’anno prossimo i ragazzi saranno ancora quasi tutti nei limiti di età: sarà il momento di raccogliere il seminato. Ricordiamo che stiamo parlando di un settore giovanile, che ha anche altri obiettivi importanti oltre a quelli agonistici. Primo tra tutti quello di offrire un ambiente sano ai nostri ragazzi e quindi di aiutarli nella loro maturazione come uomini e non solo come giocatori. Il football è lo sport di squadra per eccellenza».

«Per quanto riguarda la nostra Under 16 - prosegue il tecnico - devo rimarcare che alcune partite avrebbero potuto avere esito diverso con un pizzico di fortuna in più. Voglio ricordare la perfetta collaborazione con i Buccaneers Comacchio, che hanno dato un grande apporto con i loro atleti. Ringrazio il loro presidente Romani e coach Giangolini».

infortuni

Per quanto riguarda l’Under 19... «Ha passato un campionato tribolato per gli innumerevoli infortuni, che non ci hanno mai consentito di scendere in campo a ranghi completi - spiega Zucchelli -; sfortuna ma anche il segnale che a questi livelli è necessario allenarsi seriamente. Va poi ricordato che abbiamo giocato metà della regular season senza il nostro quarterback Golfieri. La verità è che il salto di categoria dalla Under 16 alla 19 è il più difficile nella carriera di un giocatore, perché lo sviluppo fisico raggiunto da atleti nati nel 2001 e nel 1999 in molti casi è ben differente. L'anno prossimo, contiamo di puntare in alto».

«Vorrei infine segnalare per l’Under 16 l'ottimo campionato di Ranzani, Brunetti e Giovannini. Per quanto riguarda l’Under 19, secondo me, gli mvp sono stati Zambelli, Zanardi, Ferrari e Saioni. Ma va citato doverosamente anche Maccagnani, che ha dovuto inventarsi quarterback per ben tre partite, di cui due vinte». —

Dario Cavaliere

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