Eleonora e Anteseven, una vita al massimo «La Spal e Ferrara il nostro habitat ideale»
La moglie di Antenucci si racconta tra la partecipazione a Miss Italia e una storia d’amore iniziata a Giulianova Le scelte pazze come seguire il bomber in Inghilterra e diventare testimonial della campagna abbonamenti con le bimbe
l’intervista
Dietro ad ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna. Dietro un calciatore solitamente si cela una velina, una modella o un’influencer. Eleonora Brecciarolla, la splendida moglie del capitano biancazzurro Mirco Antenucci, ha accarezzato quel mondo partecipando a Miss Italia nel 2004 per poi prediligere il ruolo di moglie e mamma-bis. Una wag atipica, l’antidiva con una bellezza da vera “top player”. «È stato tutto molto bello ma non ambivo ad arrivare nel mondo dello spettacolo – spiega Eleonora –; da ex ginnasta sono sempre rimasta appassionata alla ginnastica ritmica. E, fino a quando non sono rimasta incinta della prima delle due gravidanze, ho sempre lavorato nelle palestre. Ora sto concludendo un corso da progettista di interni ed esterni, che è sempre stata la mia passione».
Fu un colpo di fulmine con Mirco?
«No, ci siamo conosciuti a Giulianova, nel 2002, eravamo due ragazzini: io appena sedicenne e lui quasi maggiorenne. Ci ha fatto incontrare un amico in comune che andava a scuola con lui e lavorava nella pizzeria di mio papà. Sinceramente non mi entusiasmava, soprattutto fisicamente, ma era un personaggio incredibile: la sua simpatia mi colpì e da lì iniziò tutto. Il nostro sogno d’amore si è coronato il 19 giugno 2010 a Giulianova quando ci siamo sposati. Mentre le nostre bimbe, Camilla e Sofia, sono nate nel 2014 e nel 2016».
Ha vissuto al fianco di Mirco tutta la sua ascesa professionale, dalla C1 col Giulianova nel 2002, fino all’attuale serie A con la Spal. Ha sempre appoggiato le sue scelte?
«Mirco è l’esempio plausibile di quanta gavetta occorra fare per arrivare a conquistare il proprio obiettivo. Sono orgogliosa di lui. Mi sono sempre espressa, ogni volta cercavo di captare il meglio per lui per vederlo felice. Come nel caso dell’esperienza in Inghilterra (Leeds; ndr): sapevo che ci teneva molto ma voleva rifiutare perché io ero incinta di 7 mesi e senza di me non sarebbe partito. Ho pensato che quel treno non sarebbe più passato e allora, pazzia, ho preso la valigia e ho detto: andiamo!».
Mirco è arrivato nella grande famiglia Spal nella stagione 2016/2017 marchiando a fuoco la promozione in A spallina con 18 reti. Vi siete subito ambientati bene…
«Tutto fantastico. All’inizio arrivi sempre in punta di piedi, non sai mai cosa ti aspetta. Invece c’è stato entusiasmo sin dal nostro arrivo, poi la promozione in A e vederlo giocare e segnare nella massima serie... Emozioni incredibili. Abbiamo percepito subito che qui poteva essere la nostra giusta dimensione. Dopo tanto girovagare avevamo voglia di stabilità con l’arrivo delle bimbe e, dopo il rientro dall’Inghilterra, abbiamo trovato a Ferrara il nostro habitat ideale. Spero di rimanerci il più a lungo possibile. Amo andare in bicicletta, passeggiare in centro con le bimbe ed avere tutto a portata di mano senza essere nel caos di una grande città».
Questa stagione la Spal è partita a razzo per poi spegnersi un po’ strada facendo.
«Purtroppo questo non è un gran periodo e ne siamo rammaricati, ma credo che si tratti di un momento buio e che, per una squadra come la nostra che ha come obiettivo la salvezza, sia normale. Sono convinta che i ragazzi saranno capaci di rialzarsi e tornare a fare risultati positivi, ma occorre rimanere tranquilli e non trasmettere pressioni negative».
Ci si può fidare di un calciatore?
«Non ci si può fidare del mondo che li circonda. Sono sicuramente esposti a tante tentazioni, poi l’intelligenza varia a seconda delle persone».
Quanto è difficile stare accanto ad un giocatore quando si infortuna, lo tengono in panchina, la squadra va male, lo vendono...
«Essere la moglie di un calciatore ha tanti vantaggi sicuramente ma questi sono evidenti a tutti. I sacrifici restano più nascosti e vi assicuro che li facciamo anche noi: essere sempre con la valigia pronta, il doverci ambientare in realtà diverse, creare nuove compagnie, amicizie e purtroppo essere lontani dalla famiglia e dalle persone più care».
Con quali compagne ha legato maggiormente?
«Con le più giovani, per non invecchiare (sorride). Martina Costa, Diletta Lazzari e Ludovica Vicari sono le persone che incontro di più e con le quali organizziamo spesso cene».
Ad inizio stagione lei e Mirco avete posato insieme alle vostre bimbe per la campagna abbonamenti della Spal.
«È stata una giornata fantastica. Mirco mi aveva detto di questa campagna abbonamenti, se volevamo accettare dovevamo fare alcuni scatti fotografici. Abbiamo pensato potesse essere una idea carina. Così una mattina eravamo nella nostra casa al mare quando ci citofonano e ci vediamo allestire in casa un set cinematografico: le bimbe sembravano delle attrici protagoniste, io ero l’unica impacciata, perfino il cane cercava di prenderne parte».
Le festività natalizie dove le trascorrerete?
«A Natale saremo a Ferrara, Mirco sarà impegnato con allenamenti e ritiro e verrà su mia mamma a farci compagnia. Per capodanno andremo a fare una settimana bianca».
Un augurio per il 2019 che ti senti di fare a tuo marito e ai tifosi spallini?
«A mio marito augurerei di arrivare in Nazionale, purtroppo è vecchietto e allora gli auguro una raffica di gol e risultati positivi con la Spal. A tutti gli spallini, invece, le migliori soddisfazioni calcistiche». –
Valentina Cristiani
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