La Nuova Ferrara

Sport

CALCIO SERIE A

Mazza sempre tabù Spal bloccata anche dall’Udinese

Andrea Tebaldi
Mazza sempre tabù Spal bloccata anche dall’Udinese

La traversa di Petagna nel primo tempo il pericolo maggiore per gli ospiti. Preoccupa Lazzari, costretto a uscire anzitempo per un infortunio 

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA.  La Spal ci prova ma non ci riesce. Nemmeno la sfida contro l’Udinese è quella buona per tornare a vincere al Mazza. Il punticino consente almeno di fare un passettino ulteriore verso la salvezza. Ora dietro c’è anche l’Empoli oltre all’Udinese stessa e i punti di vantaggio sul Bologna terz’ultimo sono quattro.

La Spal parte con il piglio giusto, cerca di costruire gioco e come sempre si cerca molto Lazzari sulla destra nella speranza che, come consuetudine, con la sua velocità e imprevedibilità possa creare qualche pericolo. Nel gelo del Paolo Mazza, il primo pericolo è biancazzurro con la conclusione potente di Petagna su calcio di punizione dal limite che colpisce la traversa. Ancora diavoletto Lazzari si invola sulla destra mettendo in mezzo per Petagna ma il suo colpo di testa va alto sopra la traversa. Altra conclusione da fuori di Lazzari che reclama a gran voce il calcio di rigore per una respinta di mano ma Doveri non è di questo avviso.

La Spal fa possesso palla ma rimane un possesso molto sterile fino al 41’ quando Schiattarella tira da fuori. Troppo debole, troppo poco. L’Udinese è davvero poca cosa e tutto il suo primo tempo dal punto di vista offensivo si racchiude in una conclusione di De Paul neutralizzata da Gomis.

Nella ripresa la Spal prova a uscire con un altro piglio. Cerca di proporsi in avanti e conquista anche alcuni calci d’angolo in serie. Il problema poi è batterli perché non se ne azzecca proprio uno. Quando non si prende contropiede da calcio d’angolo è già una buona notizia. La formazione biancazzurra non riesce quasi mai ad alzare i ritmi di gioco e sono troppi gli errori nella costruzione della manovra.

Al diciottesimo purtroppo arriva quello che ogni tifoso spallino non vorrebbe mai vedere: Lazzari dopo una percussione rimane a terra. Il direttore di gara Doveri sembra non avere molta voglia di fare metà campo di corsa per andare controllare ma si capisce subito che il problema è serio e sarà costretto ad abbandonare il campo. Pare per un problema ad una caviglia. Male. Molto male. Perdere la propria principale risorsa offensiva non è un buon viatico.

Qui Semplici ridisegna la squadra: inserisce Costa e passa ad un 4-4-2 con una linea difensiva con Cionek-Bonifazi-Felipe e Costa e un centrocampo co n Valoti, Missiroli, Schiattarella e Fares. Sembra esserci una scossa emotiva della squadra legata al desiderio di reagire alla sfortuna. Ma si spegne presto. La Spal fa una prova di coraggio anche di orgoglio ma è questa. Fatica terribilmente a costruire gioco, Schiattarella rallenta spesso i tempi e non si sfruttano le occasioni come si dovrebbe.

La migliore palla per vincere la partita capita sul piede sbagliato perchè Felipe da buona posizione calcia alto sopra la traversa. L’Udinese anche nella ripresa è non pervenuta, attorno a De Paul c’è molto poco anche se nel finale ci sono brividi per un paio di palle in mezzo all’area.

Mister Semplici decide di non osare nel finale le tre punte togliendo Floccari e mettendo Paloschi. La sensazione che deriva da questo cambio è che tutto sommato il pareggio non gli fosse così sgradito.

Il tabù del Paolo Mazza resiste, la Spal ad oggi può questo e fatica terribilmente a costruire gioco e andare a rete, ma un punto lo fa. C’è chi sta peggio e la classifica proprio non la muove nemmeno. —



 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google