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L’ultimo ringhio di Gattuso «Un Milan con la bava»

Alessio Duatti
L’ultimo ringhio di Gattuso «Un Milan con la bava»

Il tecnico accende gli occhi del Diavolo: m’interessa soltanto la vittoria E chiede a Higuain la convinzione mostrata nel secondo tempo a Frosinone

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FERRARA. Da quando l’epidemia di infortuni ha colpito Milanello, Rino Gattuso e il suo Milan hanno perso ogni certezza. L’identità che il tecnico calabrese era stato capace di costruire nei primi mesi del 2018 è letteralmente sparita. Così come, disperse nei meandri del mondo rossonero, sono anche la qualità e la personalità di una rosa che sta dimostrando di non essere all’altezza dei sogni europei sotto più punti di vista, tra cui la mancanza di uno o più leader. Se realmente per mister Gattuso quella contro la Spal sarà l’ultima chiamata, siamo certi che il tecnico nativo di Corigliano le proverà davvero tutte.

Ieri, durante la tradizionale conferenza stampa della vigilia sono stati toccati tutti i temi d’attualità: «Abbiamo sistemato la difesa, ma ora non riusciamo a fare gol. L’arrabbiatura più grande a Frosinone - rivanga “Ringhio” - è per come abbiamo approcciato la partita: dobbiamo essere consapevoli di aver fatto un dicembre disastroso. Contro la Spal abbiamo l’occasione per finire l’andata a 31 punti e mi sembra che negli ultimi otto anni solo una volta il Milan ci sia riuscito. I giocatori non devono pensare al mio futuro: dai dirigenti sento fiducia, ma è normale che debbano arrivare i risultati».

E ancora: «Voglio continuare a lavorare, in questi mesi non sono stato qua a pettinare le bambole. C’è voglia di proseguire un percorso con i ragazzi, il momento è negativo ma la testa non va al mio futuro. Anche quando le cose andavano bene ero sempre in discussione, l’importante è avere la squadra in mano».

Nello specifico, sull’impegno contro la Spal: «Abbiamo il dovere di dare qualcosa in più, perché quello che stiamo facendo non basta. Nella partita di domani (oggi, ndr) non m’interessa il gioco, ma voglio vedere ventitré giocatori che vogliono vincere a tutti i costi: come arriva la vittoria, non m’interessa. Di certo non voglio vedere una squadra molle. In partite dove eravamo ancor più in emergenza, ho visto una squadra con la bava alla bocca: ecco, voglio vedere questo».

Gattuso si è poi espresso sull’obiettivo stagionale: «Il nostro scudetto è arrivare tra le prime quattro. Abbiamo sciupato tanto, potevamo addirittura allungare, ma non possiamo guardarci indietro. Dobbiamo restare attaccati alla posizione e giocarci tutto in primavera».

Infine, su alcuni singoli, a partire da Higuain, l’uomo simbolo dell’attuale digiuno di gol: «Voglio vedere il Pipita del secondo tempo a Frosinone. Quello è Higuain: ha saltato l’uomo, ha avuto occasioni. Le palle gol si possono sbagliare, a lui ora manca solo la stoccata. Sicuramente il rigore fallito e l’espulsione con la Juve li ha pagati un po’. Ma non voglio sentir parlare di cessione: questo riguarda la società e il suo entourage, finché resterà qua ne avremo bisogno e io penso che rimarrà. Donnarumma? La stagione di Gigio è positiva, per l’età che ha è un fenomeno, è uno dei migliori portieri al mondo, se non abbiamo perso a Frosinone è merito suo. Calhanoglu? Non sta giocando ai suoi livelli, così come altri, ma finché io sarò l’allenatore lui rimarrà qua, perché per me è un giocatore fondamentale». —

Alessio Duatti

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