La Bondi prima illude, poi tracolla Gli Sharks l’azzannano a morte
Buon avvio di gara e primo tempo sempre avanti. Poi Roseto cambia marcia ed è la fine
FERRARA. La Bondi doveva sfoderare gli occhi della tigre, aggredire una gara decisamente alla portata e conquistare una vittoria importante per la classifica, dopo quella di Piacenza contro l’Assigeco. Invece, tutte queste cose le ha fatte, e anche bene, Roseto, che ha strappato con merito i due punti in palio, vincendo la sua seconda partita in trasferta del campionato.
Certo, ha vinto la squadra che a lunghi tratti ha giocato meno a basket, usando più l’aggressività della tecnica. Ma se gli arbitri concedono un gioco ruvido, sbaglia chi non si adegua, ossia la Bondi, che ha subito il gioco degli avversari, comunque determinati e concentrati verso un solo obiettivo: la vittoria.
L’ILLUSIONE
Dopo il testa a testa iniziale, sembrava che la Bondi riuscisse a prendere in mano la gara. Gioco ordinato, palla che circolava regolarmente alla ricerca dell’uomo libero e canestri uno dopo l’altro. Roseto teneva il campo, anche se concretizzava meno di Ferrara. Al 7’ il Kleb era sul 17-9, prima della schiacciata di Calò e la tripla per un confortevole +12 (25-13) al 9’. Poi, gli abruzzesi hanno cambiato marcia in difesa, aggredendo i portatori di palla estensi e obbligando la Bondi a fare tanta fatica in attacco.
Nel secondo quarto, però, il Kleb è riuscito a restare sempre avanti, anche se cominciava ad affiorare nervosismo, mentre Roseto prendeva coraggio azione dopo azione. Fantoni e Swann tenevano in piedi l’attacco, la difesa cominciava a perdere colpi e Roseto si è avvicinata pericolosamente al 17’ (31-32). Qui Ferrara ha reagito subito, tornando avanti col solito Swann. Ma si vedeva che Roseto aveva più benzina e più grinta.
la svolta
Il disastro per Ferrara è arrivato nel terzo quarto. Palle perse a ripetizione, che gli abruzzesi hanno sfruttato e trasformato in canestri a proprio favore. Person, poi Rodriguez. E ancora ShErrod. Mentre la Bondi non riusciva ad avvicinarsi a canestro, ma soprattutto aveva la difesa che faceva acqua da tutte le parti. Fra triple e canestri da sotto, il parziale del quarto è impietoso: 32-11 per gli ospiti, che dopo il sorpasso a inizio del secondo tempo sono arrivati al +18 a fine del terzo quarto su canestro di Akele.
Nell’ultimo round Roseto non ha calato il ritmo: pressione in difesa, attacco pieno di energia, proprio mentre la Bondi non riusciva a compattarsi, a trovare il bandolo della matassa di una partita maledetta. Nervosa e imprecisa, la Bondi non ha trovato punti di riferimento. Anzi, Swann ha smesso di fare canestro e Hall, già totalmente fuori gara, non ha aiutato certamente la Bondi a stringere i ranghi e tentare di limitare Roseto. Morale, il divario s’è allargato minuto dopo minuto, fino al -30 finale. —
Mauro Cavina
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