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Lo zampino del Diavolo ferma la rimonta Spal

dall’inviato Andrea Tebaldi
Lo zampino del Diavolo ferma la rimonta Spal

Biancazzurri in vantaggio con Petagna, immediato pari di Castillejo. Nella ripresa Higuain ritrova il gol, ancora Petagna e Fares murati dal Milan

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MILANO. La Spal chiude il suo 2018 con una sconfitta a San Siro per 2-1 contro il Milan. E dopo essere stata in vantaggio c’è qualche rimpianto per le occasioni avute ma non concretizzate nel finale.

Mister Leonardo Semplici anche senza Lazzari non cambia modulo scegliendo di dare continuità al suo 3-5-2 inserendo Dickmann all’esordio dal primo minuto. Stessa difesa già vista contro l’Udinese con Cionek, Vicari e Bonifazi mentre in mezzo Schiattarella vince ancora una volta il ballottaggio con Valdifiori. Unica novità sulla corsia sinistra dove tocca a Costa al posto di Fares. Davanti Antenucci con Petagna.

Fortissimo

Il Milan parte fortissimo. Conquista calci d’angolo in serie (alla fine del solo primo tempo saranno otto) ma non crea particolari pericoli tranne su una conclusione di Suso che viene deviata in calcio d’angolo da Gomis. Il Milan manovra bene ma a testimonianza di quanto il calcio sia imprevedibile arriva l’impensabile. Il gol della Spal.

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Vantaggio

In vantaggio al tredicesimo grazie a Petagna: lancio lungo di Cionek,la punta gestisce al meglio la palla e conclude a rete, la deviazione di Romagnoli mette fuori gioco Donnarumma. La Spal di tutto il primo tempo dal punto di vista offensivo è questa.

Il Milan dal canto suo riprende con grande furore agonistico mentre San Siro fischia. Il vantaggio della Spal dura solo tre minuti: Suso si invola verso l’area, la palla però non gli arriva perché Costa lo anticipa in maniera maldestra mettendola di fatto a centro area, qui Castillejo anticipa netto Dickmann e batte imparabilmente Gomis con un tiro sotto la traversa. Se Costa non fosse intervenuto probabilmente sarebbe stato sbandierato il fuorigioco di Suso.

Ordine

Da qui è praticamente solo Milan con la Spal che cerca di difendere in maniera ordinata senza correre troppi rischi. Ma un paio di rischi li corre eccome. Bakayoko da solo davanti a Gomis si mangia un gol enorme e anche Calhanoglu viene murato dalla difesa biancazzurra. Si va al riposo sul risultato di parità.

Cambio di modulo

Nella ripresa mister Semplici decide subito di passare al 4-4-2, toglie Dickmann e mette Vicari in mezzo con Cionek e Bonifazi che vanno a fare gli esterni bassi a destra e sinistra e a centrocampo Costa ala sinistra, Kurtic ala destra con Schiattarella e Missiroli in mezzo.

Il trainer cerca di rafforzare la tenuta difensiva e dopo pochi minuti mette anche Fares al posto di Costa che non sembra gradire. Il Milan non ha la stessa veemenza e spinta del primo tempo, alla Spal ovviamente va più che bene così. Anzi si riesce di nuovo a fare capolino dalle parti di Donnarumma ma la conclusione di Petagna finisce alta sopra la traversa.

Spinta

Il Milan però qui riprende a spingere e Gattuso effettua un doppio cambio inserendo Calabria per Abate e Cutrone per Castillejo. Ed è subito Calabria ad incidere: va in percussione sulla destra e la mette in mezzo dove Calhanoglu è bravo a gestirla servendo Higuain che insacca sotto la traversa interrompendo il suo lungo digiuno. Il Milan qui va vicino alla terza rete prima con Calhanoglu, conclusione a botta sicura che termina di poco a lato e con Bakaoyko al quale Gomis dice di no. Semplici decide di levare Schiattarella, appena ammonito, e inserisce Valdifiori, sfugge davvero la logica di questo cambio con la Spal sotto di una rete.

Il Milan cala e la Spal si affaccia in avanti con la forza della disperazione creando tre occasioni importanti per pareggiare. Prima Cionek di testa arriva all’appuntamento con il cross di Valdifiori ma la palla sfiora il palo . Poi una conclusione di Petagna viene deviata di nuovo da Romagnoli ma questa volta in calcio d’angolo e infine c’è la grande parata di Donnarumma che dice di no a Fares. Come già Meret a Napoli. Cala il sipario. La Spal esce sconfitta, il Milan ai punti ha fatto di più ma qualche rimpianto resta comunque. —

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