La Nuova Ferrara

Sport

basket serie a2 

La Bondi si interroga su Hall: c’è anche l’ipotesi “taglio”

Marco Nagliati
La Bondi si interroga su Hall: c’è anche l’ipotesi “taglio”

Gli atteggiamenti del giocatore non piacciono. Mike: «Io prendo decisioni giuste» Dura condividere la leadership con Swann che invece chiede scusa. Idea Rush

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. C’è un profondo disagio che s’è appiccicato nel sottopelle Bondi, dopo il devastante “-30” rimediato venerdì al palasport contro Roseto. Tanto che il futuro di Hall a Ferrara è messo in discussione. Sì, delusione. Ma soprattutto disagio per situazioni che stanno confezionando una collana preoccupante: il rischio dello scollamento tra i settori del Kleb (società-staff-giocatori) albeggia e una palla di neve - se non si interviene - può trasformarsi in valanga. Un corto circuito non del tutto inatteso, nelle scorse settimane qualche segnale s’era colto, ma che non ci si attendeva si evidenziasse in maniera così fragorosa. È un problema tecnico. Di gestione. Di atteggiamento. Il presidente Francesco D’Auria ne è consapevole, tocca trovare l’antidoto per circoscrivere il crollo con Roseto in un antipatico inciampo (che comunque si trascinerà in classifica) e non in una discesa senza freni. Venerdì notte nessun tesserato s’è presentato in sala stampa (un errore), ma sottotraccia molto è accaduto.

Mike ha perso la magia. Mike Hall ha fatto poco per incidere sul parquet, troppo invece per creare un ambiente di spiacevole nervosismo. I suoi plateali atteggiamenti di insofferenza nei confronti di compagni e arbitri, il suo svaporare in difesa (mancati rientri e chiusure morbide) e il non giocare in attacco, hanno pesantemente condizionato l’intera Bondi. Sul finire del secondo parziale Mike s’è polemicamente autosostituito, lì i compagni hanno perso compattezza. Si sono sgonfiati. Il leader ha cancellato il concetto di squadra. Come ha ribadito postando “vedo che tutti sono arrabbiati con me. Cosa volete che io faccia di diverso? Quando tocco la palla prendo sempre la decisione giusta per la squadra (assist). Combatto per ogni rimbalzo. Tutto il resto è fuori del mio controllo... In questa stagione”. Come dire: io gioco bene, i compagni non mi seguono. In verità la questione è che Mike, quest’anno, non è ancora stato totalmente all’altezza dell’anno passato e dopo l’infortunio fatica: atleticamente è in affanno. In più soffre mentalmente.

Sofferenza. Patisce quella che umanamente si può chiamare difficoltà nell’accettare che non è più il re assoluto della Bondi. Il ruolo di primattore lo deve condividere con Isaiah Swann e la convivenza tra due top player è tosta. Con la non trascurabile differenza che Swann è un leader compagnone, Hall giocatore dalla personalità ingombrante. A volte di non agevole contenimento. Posto che coach Bonacina contro Roseto ad inizio terzo quarto avrebbe dovuto mettere Mike in panchina (anche per mandare un segnale agli altri, che infatti senza quello squillo si sono progressivamente sfarinati), in società questi discorsi non suonano inediti. Tant’è che ci sono riflessioni in corso. Dalle più drastiche (taglio di Hall) a quelle aspre ma non definitive: mettere il giocatore momentaneamente fuori rosa.

Il mercato. Perché poi, porre la questione taglio sul tavolo è facile ma dopo servono i denari: Hall ha un biennale da 120.000 euro. Che andrà onorato, poi servono altre risorse per un sostituto. In casa Kleb c’è chi sogna il ritorno di Erik Rush attualmente in A a Brindisi con un ruolo sufficientemente accettabile. Di sicuro servirebbe un “tre”, consentendo a Molinaro di giocare titolare da “quattro”. Pure qui non casuale che “Lollo” abbia dato il meglio quando Hall era in infermeria. L’alternativa è, appunto, richiamare ruvidamente Hall ad un atteggiamento più costruttivo in cui campeggi un minimo di spirito di squadra. Che già, ultimamente, la manovra s’è involuta perché pure Swann adesso sta forzando troppo giocando da individualista e fermando la circolazione della palla. Pochi passaggi, manovra lenta. Esagerati “uno contro cinque”. E una difesa che giocoforza, mancando lo spirito, sta facendo acqua. Non sarà facile gestire il momento legato ad Hall ma intervenire è indispensabile prima che il malanno diventi incurabile.

Swann, per dire, venerdì notte è stato l’opposto di un Mike che difendeva se stesso. “Per prima cosa voglio chiedere scusa a nome dei miei compagni di squadra - ha scritto Isaiah rivolto ai tifosi-; so che siete sconvolti e che siamo stati orribili nella nostra performance con Roseto. Un disastro e mi dispiace. Stiamo ancora cercando la nostra strada e c’è ancora tanto basket da giocare. Abbiamo bisogno di voi: prometto che lotteremo”. Parole da capo tribù. Al Kleb le gerarchie emozionali stanno cambiando e Hall stenta a comprenderne i meccanismi. Per il presidente D’Auria, nuovo di questo mondo, è arrivata la prima vera questione spinosa da affrontare. Sbagliato fingere che l’ultima sia stata una “semplice” serata storta. —




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google