Spal, un’andata sulla soglia della sufficienza Classifica positiva ma si poteva fare meglio
Lazzari e il cammino delle avversarie tra le note liete. Troppi però gli scontri diretti falliti con il Paolo Mazza che non è proprio un fortino
l’analisi
L’inizio del campionato aveva illuso. Tre vittorie nelle prime quattro giornate con Bologna, Parma e Atalanta avevano alimentato speranze. Si pensava ad un campionato di livello superiore rispetto a quanto vissuto l’anno scorso con la salvezza centrata all’ultima giornata. Invece la prosecuzione del girone ha dimostrato che la realtà in casa Spal è molto diversa. Ci sarà da lottare, e tanto, fino alla fine. Ci sarà da intervenire sul mercato di gennaio per rafforzare la squadra. Ci sarà in una parola sola da “soffrire”. Al momento il bilancio è sulla soglia della sufficienza.
cosa va
Aspetti positivi ovviamente non ne mancano. In primis la classifica. E non è un fatto assolutamente secondario. La Spal va al giro di boa con quattro squadre dietro: Empoli, Bologna, Frosinone e Chievo. Esiste un margine di 4 punti sulla terz’ultima, in questo momento il Bologna. Lo avrebbero firmato tutti. La concorrenza non corre e non brilla, al momento. Buona cosa ma bisogna diffidare degli avversari perché il passato insegna che a gennaio inizia un nuovo campionato e non si può dormire sugli allori. Nel “cosa va” non si può non mettere Manuel Lazzari. Autentico valore aggiunto della Spal, unico giocatore in rosa che ha nelle sue corde la possibilità di saltare l’uomo e di creare pericoli. Si è visto anche a Milano che la sua assenza limita moltissimo il potenziale offensivo della formazione di mister Semplici. La speranza è che questi 20 giorni di sosta gli consentano di recuperare ed essere presente regolarmente contro il Bologna.
cosa non va
Al momento con una squadra che ha conquistato un solo successo, a Roma, nelle ultime 15 partite di campionato, gli aspetti che non convincono sembrano essere più numerosi. Esiste sicuramente un problema legato all’involuzione del gioco: la Spal risulta spesso lenta e prevedibile. Il giro palla non consente di aprire spazi e se non ci pensa Lazzari a destra a creare scompiglio risulta difficile creare difficoltà all’avversario. Estendendo il discorso, a volte si ha anche l’impressione che la Spal affronti con troppa timidezza le partite. Non si vede quasi mai quel furore agonistico che deve caratterizzare una formazione in lotta per salvarsi. Solo quando poi si va sotto si cerca di gettare il cuore oltre l’ostacolo come a Napoli e a Milano contro il Milan. A volte sarebbe meglio provarci con un po’ più di coraggio anche in situazioni di gara in equilibrio. E la sensazione è che questa rosa possa fare di più. La difesa subisce troppe reti (27 in 19 partite) per una squadra che ha l’obiettivo di salvarsi e che fatica tremendamente a trovare la via della rete. Ed eccolo un altro evidente problema, quello del gol. 15 in 19 gare, meno di uno a partita. Pochi.
faccia a faccia
Gli scontri diretti poi sono un altro fattore problematico. Non è possibile in un girone affrontare in casa in serie Frosinone, Empoli, Cagliari, Chievo e Udinese e non conquistare nemmeno un successo. Solo 4 punti realizzati e il pesante capitombolo interno contro il Frosinone. Il Paolo Mazza non è proprio un fortino. La Spal sicuramente poteva (e per alcuni, doveva) avere molti punti in più dei 17 che ha attualmente in classifica. E il rimpianto anche per altre occasioni esterne come la partita del Ferraris col Genoa c’è. —
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