Spal, anno solare ad alta quota vissuto pericolosamente
Inverno di crisi, resurrezione a Crotone, festa con la Samp. Nuovo avvio stellare, poi il Paolo Mazza rinnovato è tabù
FERRARA. Un anno intero in serie A, un anno intenso, vissuto pericolosamente spesso sul bordo del cornicione ma in cui si è sempre portata a casa la “pelle”. E’ il 2018 della Spal che è appena andato in archivio con la formazione di mister Leonardo Semplici che attualmente ha quattro formazioni dietro in classifica.
La crisi
Gennaio-febbraio è il periodo della grande crisi, la Spal pareggia a Udine. Arrivano le brutte sconfitte con Cagliari e Milan e Semplici sembra essere a rischio esonero. A Napoli c’è una sconfitta dignitosa (1-0) ma la Spal dà segni di ripresa. La proprietà conferma l’allenatore e pochi giorni dopo la Spal rivedrà le stelle.
La rinascita
Se c’è una gara simbolo dello scorso campionato non può che essere una: Crotone-Spal 2-3 il 25 febbraio allo Scida. Una Spal in ritardo sui calabresi si impone a casa loro e riapre tutti i giochi salvezza. Un segnale chiaro ai naviganti di quel che sarebbe successo da lì in avanti. E sulle ali dell’entusiasmo arriva anche la vittoria contro il Bologna e una serie di pareggi consecutivi (saranno ben sei) che garantiranno i punti necessari per il raggiungimento dell’obiettivo. E in mezzo da segnalare la nottata indimenticabile del 17 marzo quando al Paolo Mazza si è fermata la super corazzata Juventus sullo 0-0.
Obiettivo centrato
Con un finale di campionato tutto in crescendo la Spal riesce a centrare l’obiettivo. Con il brivido, all’ultima giornata, ma l’importante era centrarlo l’obiettivo. Arrivano i successi di Verona sull’Hellas spedito di fatto in serie B, la vittoria sul Benevento e, dopo il passo falso di Torino, il sospiro di sollievo generale per il 3-1 contro la Sampdoria. Una stagione vissuta pericolosamente sulle montagne russe ma conclusa al meglio. Tripudio al Paolo Mazza, festa grande in città, la Spal resta in serie A.
Lavori al mazza
E’ estate: non c’è un minuto da perdere per società e amministrazione comunale. Ancora una volta c’è da adeguare il Paolo Mazza. Prendono il via lavori imponenti, si rifanno a tempi di record la copertura della curva Ovest, si fa la copertura nuova di zecca della gradinata e una nuova curva Est per tifosi ospiti ma anche per i locali. Lo stadio è un meraviglioso gioiello all’inglese e viene inaugurato in una serata memorabile lunedì 17 settembre contro l’Atalanta. La squadra vola e con una doppietta di Petagna corona alla grande una serata all’insegna della festa.
Dall'Ara
Nel frattempo l’avvio del campionato della Spal è quello di un treno accelerato. Per uno scherzetto del calendario la Spal viene messa in campo due volte di fila e Bologna. E centra il filotto, bomba di Kurtic sotto l’incrocio e vittoria contro la formazione di Filippo Inzaghi. Rete da favola di Antenucci su traversone di Lazzari per battere il Parma. Due partite, due reti, due vittorie e sei punti totali. Un inizio da sogno, qualcuno inizia anche a parlare di Europa League ma i fatti prenderanno ben presto un ’altra piega.
la notte e la perla
Dalla serata inaugurale del nuovo stadio si è inanellata una serie di sconfitte consecutive contro Fiorentina, Sassuolo, Sampdoria e Inter. Notte fonda. Ma illuminata dalla perla che non ti aspetti. Una Spal che sfrutta sicuramente anche la giornata non di grande vena della Roma vince all’Olimpico con le reti di Petagna su rigore e Bonifazi.
Il tabù Mazza
Quella di sabato 20 ottobre (purtroppo) resta a tutt’oggi l’ultima vittoria della Spal in questo campionato. I mesi di novembre e dicembre hanno portato ben poche soddisfazioni fuori casa con onorevoli sconfitte e il pari con tanti rimpianti col Genoa. Ma soprattutto hanno detto di una Spal che non riesce più a vincere in casa. Una Spal che non è riuscita a conquistare il successo in nessuno scontro diretto. Una Spal in difficoltà a costruire gioco. Alla ripresa di scontri diretti ce n’è subito un altro, contro il Bologna. L’occasione è di quelle propizie per provare a invertire la tendenza e, magari, superare il tabù dello stadio Paolo Mazza. —
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