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Da Giani a Cionek, quando l’inverno porta benzina alle ambizioni spalline

Alessio Duatti
Da Giani a Cionek, quando l’inverno porta benzina alle ambizioni spalline

Il ds Vagnati spesso dal mercato di riparazione ha colto occasioni che hanno consentito ai biancazzurri di aumentare il ritmo 

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l’analisi

Riparare, in italiano significa correggere o limitare un errore che si è commesso. Ma anche rimettere un qualsiasi cosa in buono o migliore stato. Ed è anche per questo che quello di gennaio è - nel calcio - da sempre riconosciuto come “mercato di riparazione”. Sì, la famosa sessione invernale di acquisti e cessioni è così definita proprio perché si pone come straordinaria occasione per tutti di porre correttivi e modifiche con interventi di vario tipo al cammino delle varie società.

giri del motore

Spesso, tale finestra, si è rivelata determinante per aumentare i giri del motore, Spal compresa ovviamente. Le trattative di gennaio hanno spesso determinato discorsi legati alla salvezza o a piazzamenti europei con innesti che si sono manifestati come fondamentali e preziosi. Quest’anno la data di chiusura del calciomercato invernale era stata inizialmente fissata al 18 gennaio, il giorno prima della ripresa del campionato con la prima giornata di ritorno in programma. L'assemblea della Lega Serie A ha però chiesto di spostare la fine del mercato di riparazione alla classica data del 31 gennaio (ore 20), per allinearsi ai principali campionati europei. Si può esser d’accordo o meno, ma rimane il fatto che la Spal – con il suo direttore Davide Vagnati – avrà quasi un mese per operare in uscita e poi in entrata, magari ripetendo alcuni arrivi decisivi come è spesso accaduto negli ultimi anni di prepotente scalata dalla Lega Pro fino alla serie maggiore.

gli innesti

Da Giani, Cottafava, Zigoni e Schiavon, fino ai vari Costa, Floccari, Kurtic e Cionek: sono stati questi i principali arrivi, nel rigido periodo di berrette e guanti, capaci di dare un immediato contributo alla causa biancazzurra e a meritarsi riconferme e parentesi successive da primissimi attori protagonisti. Meno bene, invece, è andato con i vari Falomi, Rovini, Grassi (Luigi) e Dramé: solo per citarne alcuni. La rosa attuale della Spal è già di per sé assolutamente migliore di tante altre concorrenti dirette per la zona salvezza: non si dovrà tuttavia fallire qualche intervento perché l’occasione per qualche ritocchino è piuttosto ghiotta. Certo, molto dipenderà dalle uscite sia per quanto concerne i costi (risparmio stipendi, eventuali cartellini venduti), ma anche proprio per una questione numerica: difficile gestire una rosa da oltre trenta calciatori sui campi di via Copparo.

Proprietà e società stanno già sondando diverse situazioni e se capiteranno opportunità saranno sicuramente colte. Magari, come in tanti sognano, non arriveranno sono ritocchi (nel caso ci si accontenterà), poiché se ci saranno vere occasioni – con chiare caratteristiche legate al futuro e non solo all’immediatezza – allora sì che i rubinetti di via Copparo potrebbero aprirsi ulteriormente. Anche tenuto conto del fatto che il bilancio biancazzurro non va di stagione sportiva in stagione sportiva, ma di anno in anno. Tradotto: dall’appena trascorso 1 gennaio si è aperto un conto nuovo. La programmazione può aprirsi, perché ritoccare e investire significa migliorare il presente e garantirsi un futuro più solido. —

Alessio Duatti

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