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Per la Baltur scatta l’ora fatale delle scelte Sorokas e Nikolic per rimpiazzare White

Simone Gagliardi
Per la Baltur scatta l’ora fatale delle scelte Sorokas e Nikolic per rimpiazzare White

Ieri sera la riunione del consiglio societario per decidere se o come intervenire sul mercato: pesa la situazione economica

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CENTO. Inizia male il 2019 per la Baltur di coach Benedetto, ma c’è sconfitta e sconfitta. Quella di domenica contro la Tezenis Verona farà male per la classifica di una Baltur che resta ancorata al plotone delle penultime, ma è giunta al termine di una prestazione tutto cuore. Da applausi la prova di una Baltur ridotta all’osso, costretta a rinunciare anche a Chiumenti, infortunato a una caviglia, oltre a White fuori per due mesi. Cento se l’è giocata fino alla fine contro la squadra più in forma del girone: ha avuto tanto da protagonisti attesi e non, da Gasparin, vero uomo squadra, preciso in attacco e sempre sul pezzo in difesa, ad Adama Ba, autore della sua miglior prestazione in biancorosso con un 7/7 al tiro, agilità offensiva per sfruttare gli assist di Gasparin e difensiva nell’aiuto e recupero sul pick and roll, a Michele Ebeling, buttato nella mischia per 23’ e per nulla timido nel tirare dalla lunga distanza e crederci fino all’ultimo.

Il pubblico ha apprezzato l’impegno profuso, l’atteggiamento, la faccia tosta. Quello che in fondo chiedevano i tifosi più caldi. Si può anche perdere, ma c’è modo e modo. Applausi a scena aperta da tutta la platea, nonostante il magone per il quarto ko consecutivo rimediato a San Lazzaro. Ma quella di domenica non era la Baltur vista con Mantova e Assigeco. Neppure il colabrodo di Jesi, e gli americani con la mano rovente c’erano anche domenica dall’altra parte del campo.

La Baltur ha giocato bene, di squadra. Nonostante le gravi assenze. Cercato e trovato tiri puliti, puntato il canestro quando occorreva. Tirato con ottime percentuali, andata in fuga forse troppo presto nel secondo periodo, con un vantaggio che ha pure superato la doppia cifra quando ancora doveva iniziare il bombardamento letale di Henderson e Ferguson, stranieri che alla lunga hanno fatto la differenza. La Baltur è sempre rimasta nel match, fino alla fine, anche quando Amato, dopo una grande difesa, ha punito da tre punti regalandone nove di vantaggio alla Tezenis. Di Gasparin, Mays ed Ebeling da tre punti gli ultimi acuti di una Baltur che ha venduto carissima la pelle. Minuti per tutti, per l’ottimo Ba e Fioravanti, in campo nel secondo parziale. L’impressione è che, con Chiumenti in campo, forse il finale sarebbe stato diverso.

Ma Chiumenti non c’era e “The Flight” non ci sarà ancora a lungo. Allora, occorre fare in fretta e tornare sul mercato. Alle porte c’è un mese di scontri diretti che possono decidere il futuro. Mentre White ha fissata per oggi la prima infiltrazione. La società ieri sera ha riunito il consiglio d’amministrazione per decidere come supplire alla sua assenza, alla luce della bella prestazione con Verona, anche dei più giovani, e in funzione delle compatibilità economiche. Atteso già oggi un comunicato che possa chiarire come si muoverà la Baltur sul mercato, se con uno straniero a gettone, o con un’operazione diversa. Presumibile l’ingaggio a gettone di uno straniero nello stesso ruolo di White: il nome più caldo resta quello di Paulius Sorokas, già visto in Italia a Derthona attualmente sotto contratto con lo Charleroi in Belgio, ma si vocifera possa liberarsi ed essere disponibile a tornare in Italia. Prima alternativa a Sorokas è lo sloveno Mitja Nikolic, visto in Italia prima alla Fortitudo Bologna, l’anno dopo a Casale sempre in A2, ora a Treviglio, che l’aveva ingaggiato al momento dell’infortunio patito da Jamal Olasewere, ma, al rientro dell’ala/centro statunitense/nigeriana, coach Vertemati non ha rinunciato né ai servigi dell’uno, né dell’altro.

Una cosa è certa: un sostituto per White serve. Impossibile rinunciare a uno straniero così a lungo. —

Simone Gagliardi

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