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il Mercato estero 

«Non è questa la sessione per fare investimenti in prospettiva plusvalenze»

«Non è questa la sessione per fare investimenti in prospettiva plusvalenze»

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FERRARA. Non sarà questa sessione invernale a disegnare strategie a lungo raggio. Non a caso, questo è sempre stato definito il mercato di riparazione e anche il diesse spallino è concentrato sul presente, sui puntelli da mettere alla squadra in vista dell’obiettivo salvezza, non a costruire quella delle prossime stagioni.

Davide Vagnati lo ha detto chiaramente e lo ha ribadito anche commentando il mercato estero, che sta facendo anche le fortune di squadre di medio/piccole italiane, capaci di aggiudicarsi a cifre basse talenti quasi sconosciuti e poi a rivenderli a cifre molto importanti.

«È un discorso determinante per quello che può essere il futuro di una società calcistica anche come la nostra. Le plusvalenze sarebbero fondamentali per la sussistenza - ammette Vagnati - , visto che in questi anni si è speso tanto per stadio, centro sportivo, settore giovanile e riassetto societario. Lo abbiamo fatto in passato, a volte con risultati discreti, altre deludenti. Ma in questa sessione di mercato è molto difficile operare in questo senso, perché per prendere i giocatori dall’estero ci vogliono comunque delle capacità economiche immediate. A queste cose, inoltre, ci si può pensare una volta che la società abbia già le basi per mantenere sempre la categoria e con uno status quindi già acquisito».

Come dire che un obiettivo come Ezequiel Schelotto, fortemente accostato alla Spal nei giorni scorsi, ma si direbbe come sostituto di Lazzari, non rientra nelle strategie attuali del club biancazzurro. Tanto più adesso che il Brighton sta valutando altre cessioni e, quindi, potrebbe anche non privarsene. —

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