Viviano sposa l’obiettivo «Ora penso alla salvezza poi mi piacerebbe rimanere qui a lungo»
Il nuovo portiere si è presentato ieri mattina nella sede societaria A Ferrara per il suo rilancio e con tanta voglia di normalità
L’INTERVISTA
Mentre all’esterno nebbia e galaverna la facevano da padrone, all’interno della calda e accogliente sala stampa di via Copparo sono arrivate le prime parole biancazzurre di Emiliano Viviano: «Sono molto contento. Torno in Italia e lo faccio in una città e con una società importante. Quello che ho visto in questi primi giorni è che qui alla Spal le cose sono fatte per bene e questo aspetto lo ritengo fondamentale. Poi, è chiaro che bisogna far parlare il campo».
È reduce dalla negativa esperienza allo Sporting Lisbona. Come sono stati questi mesi?
«Mi sono sempre allenato normalmente, non ero fuori rosa. È stato tutto stranissimo: avevo firmato un contratto, poi, quando sono tornato per iniziare, non c’erano più i dirigenti che mi avevano scelto e ancora successivamente la presidenza è cambiata nuovamente. Diciamo che non ero nei piani di chi è arrivato dopo la mia scelta d’inizio estate».
Cosa chiede ora a quest’esperienza alla Spal?
«Lo staff (Viviano conosce Scalabrelli dai tempi della Fiorentina, ndr) cercava qualcuno che desse una mano anche a livello di esperienza e io sono prontissimo. Chiedo la salvezza della Spal e spero di stare qui più tempo possibile. Personalmente ho bisogno di stare bene dal punto di vista sportivo, ma anche da quello umano: voglio vivere normalmente come fanno tutti quelli che passeggiano, vanno in centro a fare colazione o a prendere il giornale e Ferrara in questo mi sembra una città molto vivibile. Per rimanere qui conteranno i risultati, poi tutto viene di conseguenza».
Chi conosce dell’ambiente biancazzurro?
«Il direttore Vagnati l’ho conosciuto a un evento di Sportitalia dove eravamo seduti vicini, ma lui sicuramente mi avrà visto all’opera con la maglia della Samp.... Per il resto, con Floccari ci ho giocato in Nazionale, Valdifiori me lo ricordo sin da giovane ai tempi del Cesena, Felipe per qualche mese a Firenze e ovviamente Simic alla Samp. Conosco anche Paloschi, visto che vivo a Brescia. Ho trovato un gruppo molto sano, io tra l’altro sono uno che si adatta immediatamente».
Viviano come interpreta il ruolo del portiere nel calcio odierno?
«Secondo me chi gioca in porta oggi deve saper far tutto. Dal parare, ovviamente, alla lettura degli spazi, alle uscite, al tuffarsi, alle giocate con i piedi, lunghe o corte. Se vediamo i top al mondo, come Alisson, Ederson od Oblak, questi provano davvero a far tutto e quindi i portieri di oggi devono andare verso quella direzione».
La Nazionale è ancora un suo sogno?
«Diciamo che non ci penso da anni, ma è chiaro che va tenuta come obiettivo altissimo per avere ulteriori ambizioni o per impegnarsi ulteriormente. Donnarumma è un fenomeno, Perin pure, Sirigu è un grande portiere, oltre che un amico, ed è giusto che ora ci siano loro».
Il suo segreto nel parare dodici rigori negli ultimi tre anni?
«Non ve lo dico, sennò che segreto è? Non è un’ossessione, c’è tanto studio ed è una questione di timing».
Notiamo che ha mantenuto il 2 come numero di maglia...
«Era libero... Scherzi a parte, davvero, non sono un fanatico dei numeri: l’avevo detto anche alla Samp quando avevo scelto la casacca due».
Un commento sulla corsa salvezza, che vedrà proprio la Spal ripartire contro il “suo” Bologna?
«Sono stato due anni a Bologna e devo dire che mi sono trovato molto bene. Credo comunque che tutte le squadre che sono lì lotteranno fino alla fine. Vedo molto equilibrio, poi la serie A la conosciamo e partite scontate non ce ne sono. Conta tenere una linea guida ed è utile avere un’identità di gioco, come ha la Spal, per raggiungere il risultato attraverso le proprie conoscenze. Io fortunatamente ho lottato per la salvezza soltanto in una circostanza, ma quando ti capita devi sapere che con l’acqua alla gola bisogna saperci stare».
Prima delle parole del portierone biancazzurro è arrivata anche la classica benedizione da parte del ds Davide Vagnati: «Viviano ci darà una grossa mano, portando esperienza e personalità. Ha giocato in piazze importanti e il fatto che abbia scelto noi ci rende orgogliosi, perché significa che siamo una società con appeal per professionisti di questo tipo». —
Alessio Duatti
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