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Lady Viviano benedice l’avventura spallina del marito-portiere «Dimostrerà chi è»

Valentina Cristiani
Lady Viviano benedice l’avventura spallina del marito-portiere «Dimostrerà chi è»

La moglie del nuovo guardiano biancazzurro parla a cuore aperto delle motivazioni umane e professionali che lo hanno portato a Ferrara 

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dietro le quinte

«TI risponderò con tutta la semplicità che mi contraddistingue e anche un po’ la testa calda che fa parte del mio personaggio».

che carattere

Schietta, sincera e piena di vita. Ha personalità da vendere, la bresciana Manuela Tosini, alias Lady Viviano, che, nonostante la popolarità del marito, ha i piedi ben saldi a terra. Una vera forza della natura. Sposata da dieci anni con il nuovo portiere spallino Emiliano Viviano, gli ultimi cinque li ha trascorsi da sola a Brescia con i figli Lorenzo e Viola, rispettivamente di 7 e 9 anni, prendendosi sulle spalle il carico della famiglia. Perché essere la moglie di un calciatore non è sempre facile. Bisogna essere brave a capire i momenti, mettere in primo piano il marito e la sua carriera. «La domenica poi sono la sua prima tifosa, i bambini ed io lo sosteniamo sia in casa che in trasferta. Ovunque. E non potrebbe essere altrimenti».

Manuela, facciamo un passo indietro: delusi dall’esperienza allo Sporting Lisbona? Come mai l’avventura non è decollata? «Delusi, sì. Emiliano era stato cercato da loro, è arrivato con Mihajlovic e quando il mister è andato via non ha più avuto la possibilità di mettersi in gioco. Sarebbe dovuto partire titolare la prima di campionato ma si è bloccato con il collo ed è stato penalizzato perché da quella partita è arrivato il nuovo presidente, sono arrivati due allenatori e non ha più avuto modo di giocare. Non credo sia stata una cosa prettamente calcistica, penso che ci siano dietro delle situazioni societarie che abbiano impedito a Emiliano di potersi mettere in mostra. Capitolo semichiuso dato che ora è in prestito alla Spal, ricominciamo qui a Ferrara una nuova fase di vita pieni di entusiasmo”. Come sta ora Viviano? “Fisicamente stava bene anche prima, la prima di campionato l’ha saltata solo perché gli si sono bloccati i muscoli del collo durante il riscaldamento. Ora penso che più del fisico conti la testa. Emiliano, essendo un po’ testa calda come me, ama queste sfide e il fatto di potersi rimettere in gioco vuole dire tanto».

viva l’emilia

Dopo la parentesi bolognese dal 2009 al 2011 tornate in Emilia. Cosa vi era mancato di più? «Dell’Emilia mi è mancato tutto. Io sono stata e sono tuttora legata a Bologna, ma così come sono stata legata a Genova, perché sono delle città che ti entrano dentro e difficilmente te le togli di dosso. In Emilia poi abbiamo lasciato un sacco di amici che spero di abbracciare il più velocemente possibile. Ferrara è a metà strada da tutta la mia vita. Perciò fantastico, tutto bellissimo».

Tra le varie richieste ricevute, la scelta è ricaduta sulla Spal: «La Spal lo ha cercato e penso che quando una squadra ti cerca sia sempre una cosa più che apprezzabile. C’era voce anche della Fiorentina, ma penso che Emiliano sia ancora giovane, avendo solo 33 anni, e quindi di andare a fare il secondo... anche no! Penso che abbia ancora molto da dimostrare».

Cosa vi ha convinto? «Ci ha convinto il progetto. Potrà sembrare una cosa assurda dato che la Spal in classifica non è messa benissimo. Penso però che siano proprio queste situazioni che spronino un calciatore a cercare la sfida e dire “vado con la consapevolezza dei miei mezzi per cercare di dare il maggior contributo possibile alla salvezza della squadra».

Cosa pensate di trovare a Ferrara? «Ferrara non la conosciamo. Chiunque ci sta parlando di una città deliziosa, a misura d’uomo, dove puoi girare in bicicletta. Sicuramente Emy si troverà benissimo. Si perché lui verrà da solo. Io ho smesso da un po’ di seguirlo perché, coi bimbi che vanno a scuola, non è più possibile. Poi è solo un’ora e mezza di strada, se voglio prendere un caffè con mio marito, prendo la macchina, parto, e vado».

Quella spallina è una scelta che la rende felice? «La cosa di cui sono veramente felice è il suo ritorno in Italia, per i nostri figli che, essendo ancora piccoli, in questi sei mesi la mancanza del papà l’hanno sentita».

Che marito e papà è Viviano? «Come marito non gli si può proprio dire niente. Con la famiglia è un bravissimo papà, marito, amico e tutto ciò che si può racchiudere in un uomo».

i ruoli

Chi porta i pantaloni in casa Viviano? «Diciamo che lui porta i soldi e io porto i pantaloni!».

Ha mai dovuto difendere il suo amore a causa di altre donne? È questo il rovescio della medaglia di essere la moglie di un calciatore? «L’unica donna di cui sono gelosa è mia figlia, perché quando sono insieme neanche mi posso avvicinare a suo padre».

Sceglierete una casa in centro città o un po’ fuori per la tranquillità? «Venendo da solo a vivere a Ferrara sicuramente vorrà la casa in centro perché lui deve avere tutto a portata di mano: dal giornale, al bar, al tabaccaio… il supermercato no perché non sa manco cosa vuol dire andare a fare la spesa! O meglio, ci va per prendere schifezze! Quindi si cercherà la casa in centro, un pochino grande perché noi lo seguiremo tutte le volte che giocherà in casa e non. Perché io sono la tifosa numero uno di mio marito. Anche in trasferta lo seguirò sempre».

Dopo un avvio travolgente la Spal ha chiuso il girone d’andata al 16º posto; con Emiliano dove può arrivare? «Delle piccole squadre la Spal è quella che sicuramente pratica il calcio migliore. Ed ha fatto un avvio pazzesco. Emiliano può dare ai biancazzurri carattere e personalità, qualità che spero servano a trascinare i compagni verso il salto di qualità che ancora manca».

La ripresa del campionato vedrà subito il derby Spal-Bologna. Il suo cuore sarà diviso dai ricordi? «Ovviamente adesso farò il tifo solo per mio marito, quindi per la Spal».

Un augurio che si sente di fare a suo marito e alla Spal per questo 2019? «Di raggiungere la salvezza. E di dimostrare ai tifosi spallini che persona meravigliosa è Emiliano fuori dal campo. Per lui parlano i fatti ed i numeri. Perciò ho poco da augurare a mio marito». —

Valentina Cristiani

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