Giovanni e la scelta del cuore «Dovevo fare un passo indietro»
cento. La Baltur cambia pelle e finisce l’avventura in biancorosso anche di coach Giovanni Benedetto. Rescissione consensuale del contratto. Qualcuno doveva pagare e ha pagato. Giovanni Benedetto, l’allenatore della storica promozione in A2 ha detto stop: «Fino a qualche settimana fa non mi sarei aspettato quello che è successo - ha detto a freddo Benedetto -; da una parte la scelta della società è condivisibile, da un altro ho ritenuto opportuno dare una mano mettendoci del mio. La situazione diventava sempre più difficile, era arrivato il momento di fare una scelta non di cuore ma di pancia e l’ho fatta».
«Io fin dall’inizio della stagione sapevo delle difficoltà che si sarebbero verificate; i continui viaggi senza avere una nostra casa, l’inesperienza nella categoria. E altre mille difficoltà che purtroppo fin da agosto ci hanno accompagnato. Il sentimento che mi unisce alla gente di Cento, che è un po’ la mia gente è forte, e resterà per sempre. Come resterà per sempre la stima e l’affetto verso il presidente e verso il Consiglio».
«Penso a Gianni e Paolo Fava, a Merighi - aggiunge Benedetto -: le cose non andavano bene, era arrivato il momento di fare un passo indietro, era doveroso dare una svolta».
senno di poi
Forse non sarebbe dovuto rimanere dopo la promozione, troppo facile però col senno di poi: «Sono rimasto a Cento per amore di questa gente che mi vuole bene, forse me ne vorrà per sempre. Sapevo ci sarebbero stati problemi: ho fatto una scelta d’amore a rimanere. Abbiamo cominciato e sono subito iniziati gli infortuni: Mays, Benfatto, Chiumenti... Poi White. Non c’è l’ho più fatta. È un mio limite: so fare il mio lavoro, so allenare ma dieci giocatori. Non riuscivo più a fare allenamento in sei o sette. Ho pagato la cosa, non ce la facevo più». Paga anche per scelte non sue, anche se ammette condivisione sulla scelta dei giocatori: «Alla fine pure io ho condiviso i nomi dei giocatori in squadra – continua Benedetto –; sicuramente qualche giocatore è stato sopravvalutato e comunque io ho sempre accettato le scelte. Forse non saremmo arrivati a tanto se fossimo intervenuti subito, ai primi segnali. Ma come facevo a cambiare qualcuno con così pochi giocatori a disposizione? Auguro a chi mi sostituirà di poter avere continuità negli allenamenti e ottenere risultati. Immagino ci sarà energia diversa da parte dei giocatori che devono dimostrare che la colpa era davvero della gestione tecnica. Cento è e sarà sempre nel mio cuore».
sul campo
Coach Benedetto, nel giorno dei saluti, si assume le sue responsabilità. Per il bene della Baltur invita però i giocatori a fare altrettanto dimostrandolo sul campo. A qualcuno ronzeranno le orecchie: nessuno ha più scuse. Ora che il coach ha abbandonato la nave serve una scossa. Da parte di tutti. —
Simone Gagliardi
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