Nell’Accademia di casa Spal si sta studiando per raggiungere l’Olimpo
Le ambizioni e la passione non mancano e Mattioli punta al professionismo Mister Morotti: «Gruppo giovane e con un grande potenziale»
«Meno preconcetti e maggiore visibilità» dice Mauro Morotti, allenatore dell’Accademia Spal. Il settore femminile del club biancazzurro. In Italia sta accadendo qualcosa di nuovo, col calcio in rosa che non è più una dépendance di volley e basket. Grazie anche alle prime squadre maschili di team titolati quali Milan, Fiorentina e Juventus che hanno creato un segmento del football femminile sdoganandolo verso ampie platee.
A Ferrara sta accadendo qualcosa di bello, con un movimento in crescita che guarda al futuro con ambizione. «Mattioli vorrebbe fare come col maschile - dice Morotti -: arrivare al professionismo. I progetti sono molto belli».
la struttura
Mauro Morotti ha 50 anni, due figlie (Alessia e Beatrice), lavora all’ospedale di Imola: ingegneria clinica. Ha una passione smisurata, mette la tuta quando sente pulsare nel sottopelle un programma stimolante. Ecco, quello spallino guarda verso il cielo. In estate la partenza è avvenuta dal “niente”, ora ci sono almeno settanta ragazze tesserate: dalla prima squadra alle Under 15 e poi a scendere. Merito dell’enorme lavoro svolto dal responsabile Massimo Carrari, dal ds Fabrizio Badalucco. Vice di Morotti è Maria Chiara De Deo. Al momento è Eccellenza regionale, l’idea è svoltare a livello nazionale. Il campionato è in pausa, ripresa il 3 febbraio. L’Accademia Spal è quarta.
il futuro
«Siamo partiti male, essendo una squadra tutta nuova e formata da giovanissime. Ci abbiamo messo un po’ a carburare - spiega Morotti -, ma ora abbiamo alle spalle cinque vittorie di fila. Dopo i primi scivoloni le ragazze erano un po’ demoralizzate, semplicemente ci dovevamo conoscere. Sono atlete quasi tutte di Ferrara e vicine a Ferrara, molte studentesse universitarie. Qualcuna lavora. Cerchiamo di fare tre allenamenti a settimana (a Baura; ndr): costa sacrificio ma la terza seduta tecnica ci vuole».
«Nel calcio femminile c’è qualità - prosegue il tecnico biancazzurro -: rispetto agli uomini ovviamente mancano un filo di potenza e velocità, però la tecnica è simile. Noi stiamo crescendo anche sulla forza. Siamo la squadra più giovane del campionato, vedo che il gruppo sta prendendo sempre più coscienza delle proprie potenzialità». Tra un po’ scatterà il ritorno, cosa c’è scritto nel libro mastro? «Vogliamo arrivare terze, per essere in lizza qualora ci fossero ripescaggi. Parma e Pievecella sono lontane e hanno in organico ex calciatrici di Serie A e B. Ci attendono sfide durissime, però rispettiamo tutti senza temere nessuno». Esperienza, consapevolezza e spregiudicatezza... Moroni sorride: «Sì, dai... Per il ritorno voglio provare il modulo 4-3-3. Frattini, Carbone e Pirani davanti, poi Francesca “Pirlo” Filippini a fare da metronomo». —
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