Spal-Bologna testa a testa: futuro in gioco
Tra derby e mercato snodo cruciale per le due squadre. Condizionamenti, timori e necessità in chiave salvezza
FERRARA. Una quarantina di chilometri e un intenso traffico in entrambe le direzioni. C’è stato un tempo in cui gli affari tra Spal e Bologna erano assai intensi. Senza risalire alla notte dei tempi, pensiamo quando a cavallo tra i ’70 e gli ’80 Perego si trasferiva in rossoblù, arrivavano Tagliaferri, Ferrara, Grop e Leo Rossi, c’era Rampanti, poi Francone Fabbri andava sotto le Due Torri e la Spal prendeva Bergossi e schierava Castronaro. E, ancora, più avanti negli anni, che effetto vedere Gibellini in rossoblù - pur attraverso altri giri - o Cervellati, per non dire di Paramatti e Olivares da una parte, Anaclerio, Fasce e nella memoria sempiterno Campione alle nostre latitudini. E Boschin, Marchini, oggidì Floccari, Mattiello, ora Viviano. Tutti hanno portato una maglia come l’altra.
Tempi moderni
Cambiano i tempi, cambia il calcio. Il 20 agosto 1980, per un’amichevole estiva nell’ambito della cessione di Fabbri al Bologna, al vecchio Comunale di via Montegrappa c’erano 12.000 spettatori. Sì, 12.000. Quasi quanto domani nel rinnovato “Mazza” per il derbissimo di serie A che vale tanto. In quell’assolato e torrido pomeriggio agostano, nel Bologna di Gigi Radice debuttava - e segnava - il brasiliano Eneas, al quale proprio in questi giorni a Bologna hanno dedicato un meraviglioso libro (di Carlo Alberto Cenacchi: applausi).
È (anche) con questa cornice che arriviamo alla sfida di domani. Se vince, la Spal va a +7: ciao ciao Bologna... Se si impongono i rossoblù, si portano a -1, e poi i biancazzurri dovranno andare a Parma mentre il Bologna ospiterà il Frosinone: ahi, si farebbe complicata per la truppa spallina. Ecco, domani bisognerà andare oltre la morsa della paura che attanaglierà entrambi i campi. Ed oltre le voci, le trattative e la confusione di un mercato improprio visto il momento.
Fattore semplici
L’arma decisiva della Spal? Non diciamo Lazzari, o un attaccante. Bisogna soprattutto confidare nell’equilibrio e nell’intelligenza di mister Semplici. Tra rescissioni contrattuali (Djourou), gente che non si sa se va o se resta (Schiattarella), altre incertezze assortite, ed al momento un solo nuovo (il portiere Viviano, che non gioca da mesi), unicamente il mister - come da pluriennale tradizione - può mantenere la serenità, tenere coeso il gruppo, cavare sangue da chiunque. Poi si vedrà se e cosa succederà sul mercato.
Possibili schieramenti
Più o meno come accadrà dall’altra parte. Solo che Inzaghi, oltre ad essere sulla graticola, non ha il polso dell’ambiente come ce l’ha Semplici. Se sarà all’ascolto dei venti di guerra felsinei, e se si raggomitolerà sul timor panico, allora proporrà un 5-3-2 speculare a quello spallino. Fossimo in lui, invece, proveremmo a vincere, con un 4-3-3: Skorupski; Calabresi, Danilo, Helander, Dijks; Poli, Pulgar, Soriano; Orsolini, Palacio, Sansone.
Ma non vogliamo essere Inzaghi e, al contrario, confidiamo in una Spal compatta e determinata, consapevole, forte della spinta del “Mazza”. E scommeteremmo (pochissimo, sia chiaro) su: Viviano; Lazzari, Cionek, Felipe, Bonifasi, Fares; Missiroli, Valdifiori, Kurtic; Petagna, Antenucci
La sintesi di ricky
Tra Spal e Bologna non si sa chi non vince da più tempo. I biancazzurri in casa non si impongono da metà settembre e quel luccicante successo sull’Atalanta. Serve il ritorno all’affermazione interna o potrebbe bastare la politica dei piccoli passi? Il dibattito è suscettibile di andare avanti. Riccardo Cervellati, ex portiere di entrambe le squadre, figlio delle due città, radici ferraresi, perfetto conoscitore di una realtà come dell’altra, in settimana guest di tutti i salotti bolognesi, ieri ci confidava: «Gara fondamentale per tutte e due. A Bologna c’è grandissima tensione, perdere il derby significherebbe esonero di Inzaghi e vedere da vicino la B. L’ambiente è molto pessimista, il derby sarà il massacro finale o la gara della svolta. La classifica privilegia la Spal e fa pensare che anche un pareggio potrebbe andar bene, ma credo che la lunga serie senza vittorie interne, con anche alcuni ko, possa generare tensione: un’eventuale sconfitta equivarrebbe al rischio di ritrovarsi terzultimi dopo il turno successivo. Prevedo un derby teso e nervoso, deciso da qualche sprazzo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
