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CALCIO SERIE A

Tra Spal e Bologna ecco il giorno della resa dei conti

Marco Nagliati
Tra Spal e Bologna ecco il giorno della resa dei conti

Torna il campionato e alle 15 al Mazza va in scena un teso duello salvezza Condizionata dal mercato e dall’importanza dei punti in palio: chi vince svolta

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FERRARA.  Un tocco di concretezza in un diluvio di chiacchiere. Si torna a giocare dopo il 29 dicembre 2018, quando la Spal si arrese al Milan con rimpianti nel portafoglio per un paio di palle del 2-2 svaporate nella serata di San Siro. Il Mazza riapre riallacciando un filo interrotto il 26 dicembre, con i biancazzurri di Mister Easy fermati sullo 0-0 dall’Udinese. Era una sfida salvezza. Poi il viaggio dal Diavolo e la pausa. Valigie e vacanze, distribuite tra montagna ed esotiche località dal sapor d’estate. Arriva il Bologna oggi alle 15 a Ferrara ed è, toh, ancora match salvezza. Con spezie aggiuntive ad insaporire: si tratta di un derby e di una resa dei conti. Probabilmente, nella pura osservazione della classifica, più per i rossoblù ospiti che per gli estensi: la Spal vanta un “+4” che rappresenta un mini paracadute. Se Inzaghi cade a Ferrara, può salutare la compagnia.

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Carboni ardenti. Il pallone viene sdoganato nel bel mezzo del mercato, quando il vociare disturba. Ovviamente nessuno lo ammette (“tutto resta fuori dallo spogliatoio”), di fatto la sessione invernale che cade nel pieno del campionato invece qualche strascico lo porta. Distrae i big (vedi Milan ed Higuain), scalfisce la pelle più sottile delle contendenti alla salvezza. La Spal sa che Schiattarella ha ricevuto interessanti offerte pluriennali (Frosinone e Udinese) e ci sta pensando. Per quanto sia emotivamente impermeabile, sono riflessioni che un filo distolgono dal quotidiano: per questo oggi potrebbe non giocare. Un danno, se vogliamo. Ma questo è il calcio, bellezza. Quasi nessuno apprezza le liste aperte a campionato in corso, poi tutti si adeguano. Se vogliamo il Bologna arriva meglio al vis a vis, perché due innesti di peso li ha effettuati (Soriano a centrocampo e Sansone in avanti, peraltro già impiegati la settimana scorsa in Coppa con la Juve) e quelli in partenza (Falcinelli e Destro) già prima erano ai margini.

Resurrezione. Per mister Semplici non è così: “Schiatta” era titolarissimo. Insomma, non il massimo arrivarci in queste condizioni psicologiche. Comunque le alternative esistono e in mezzo si può anche pensare ad un Valdifiori padrone del vapore. L’andata non gli ha portato medaglie, diciamo che può avere subito la chance della resurrezione. Via Djourou ed Everton Luiz, l’unica grossa novità sta in porta: Emiliano Viviano, peraltro ex del Bologna, è sbarcato dal buen retiro portoghese affamato e determinato. Il suo debutto in luogo di Gomis non stupirebbe. Il resto non dovrebbe essere un azzardo: difesa confermata con l’assetto mostrato nelle ultime gare (Cionek-Felipe-Bonifazi) e in avanti al fianco del totem Petagna ci si aspetta Antenucci. Anche se Paloschi scalpita e Floccari attende sornione altre occasioni.

Astinenza. Se parliamo di attacco, mister Inzaghi vive la sua triste nemesi. Lui, bomber implacabile, guida un gruppo che fa dell’astinenza un mantra. Quindici sigilli, come la Spal: peggio solo Frosinone e Chievo. Oggi rientra il toro Santander, vedremo se sarà già affinata l’intesa con Sansone. A Bologna soffia vento teso e si respira aria preoccupata, con questa graduatoria così amara. La paura può anche fare pareggio. I rossoblù non vincono dal 30 settembre (2-1 all’Udinese), nelle ultime 12 gare ecco 6 pari e altrettante sconfitte. La Spal non vince al Mazza dal 17 di settembre, nella parte finale dell’andata ha racimolato 5 pareggi e 5 battute d’arresto. Vive nel limbo, gestisce il tesoretto. Tiene la testa sopra il pelo dell’acqua. Prima o poi sarebbe magnifico giungesse il colpo d’ala, che nel caso odierno manderebbe in paradiso tutta Ferrara. Un colpo da tre per salire a “+7” dal terz’ultimo posto. Tanta roba. Poi il mercato segua pure il suo corso. Queste però sono idee da bar, la realtà induce a pensare ad una partita bloccata e prudente. Decisa da un acuto. Guarda un po’ come quello di Kurtic all’andata. —


 

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