La sfida a colpi di striscioni E “spunta” Gianni Morandi
Ad inizio ripresa accade quasi di tutto, il pubblico ferrarese si sgola per incitare Dopo il pareggio di Kurtic si gioca in una bolgia, finale con gli spallini sotto la Ovest
Ferrara. Andare alla Spal il giorno del derby col Bologna è un qualcosa di sostanzialmente religioso per qualsiasi tifoso spallino. In un certo modo lo è anche per chi si sente ferrarese doc e non è quindi indifferente alla vecchia rivalità sportiva e territoriale nei confronti dei felsinei. Atmosfera elettrizzante, per niente da banale e appuntamento delle grandi occasioni. E nonostante i pochi gradi sopra lo zero gli spalti del “Mazza” sono stati popolati con anticipo da tutti i tifosi biancazzurri, anche per via della maxi coreografia organizzata dalla Curva Ovest che ha necessitato dei giusti tempi di coordinamento.
settore gremito
Pienissimo il settore ospiti con i quasi 1.500 sostenitori giunti da Bologna che hanno contribuito a rendere tipica la cornice del derby con i classici reciproci sfottò che sono partiti sin dalle aperture dei cancelli. Parecchie le “pezze” appese dai rossoblu alla vetrata principale, tra cui una raffigurante il volto di Federico Aldrovandi. “Forza Spal” di tutto lo stadio all’ingresso in campo per il riscaldamento, mentre il Bologna si è recato sotto i propri sostenitori per contraccambiare un applauso di gruppo.
A ridosso dal fischio d’inizio, la protagonista è stata la scenografia della Ovest, seguita contemporaneamente dall’alzata di plastiche biancazzurre in tutti i settori del tifo locale. Proviamo a descriverla: nella prima fase sono stati esposti quattro maxi striscioni - richiamanti la canzone “L’Allenatore” di Gianni Morandi - con scritto “Per vincere non è che basta solo lottare, bisogna dare tutto e potrebbe non bastare, a questo aggiungi pure che la sorte t’inganna, all’ultimo minuto può tradirti una palla”. Successivamente sono apparsi quattro frame della pellicola narrante il clamoroso errore di Mattia Destro al minuto novantaquattro che lo scorso anno condannò i suoi alla sconfitta per 1-0 e l’ovvio “The end” conclusivo.
La risposta ospite è arrivata tramite lo striscione con scritto: “A questo aggiungi pure che la sorte t’inganna: orgoglio ferrarese con la canzone di un bolognese”. Intanto il derby in campo parte con occasioni da ambo le parti che fanno sperare le due fazioni. Al giro d’orologio ventitré il Bologna passa con Palacio e l’urlo d’esultanza arriva dal quadrato rossoblù. Nonostante lo svantaggio il tifo estense procede nel suo concerto, mentre le sciarpe spalline e i bandieroni colorano il settore. Si va all’intervallo con il “Forza ragazzi” della curva che prova a scuotere la Spal.
Ad inizio ripresa succede di tutto: il pubblico invita la squadra a tirare fuori gli attributi, poco dopo Antenucci segna un gran gol, l’esplosione di gioia è incontenibile, ma dopo quattro lunghissimi minuti di Var, l’arbitro annulla la rete per un fuorigioco millimetrico.
delusione evidente
La delusione è evidente, ma la stessa festa è rimandata solo di qualche minuto perché Kurtic infila nuovamente i colori rivali.
Si gioca in una bolgia, in molti sognano il completamento della rimonta e chiunque si sgola credendoci. Ma durante i soli cinque minuti di recupero non succede più nulla e arriva l’ennesimo pari casalingo. Finale sotto la curva che acclama Kurtic. —
Alessio Duatti
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google