Spal, il solito Kurtic è l’anti Bologna Il margine resta +4
Tante difficoltà e svantaggio logico a fine primo tempo. Poi la rinascita Il Var annulla il gol di Antenucci, lo sloveno segna quello “buono” e bissa l’andata
Il derby della paura non fa vittime. Certo va meglio alla Spal, che a dispetto di non tornare al successo interno che manca da metà settembre pareggia in rimonta sul Bologna e mantiene il +4 nei confronti dei retrocedendi rossoblù. In tempi di vacche magrissime si può far finta di accontentarsi. E per come si era messa si può anche dire che va bene.
andamento
Biancazzurri in campo con la formazione annunciata, non fosse per Vicari preferito a Cionek ma ovviamente schierato in mezzo alla difesa, con Bonifazi a traslocare sul centro-destra. Regia affidata a Valdifiori, stanti i tormenti di mercato di Schiattarella. In porta debutta Viviano, finora unico acquisto di gennaio. Il Bologna è quello prevedibile: 4-3-3 con Calabresi terzino destro e tridente Orsolini-Palacio-Sansone.
I rossoblù mostrano personalità. Non si fanno condizionare dalla classifica, dalla gara senza appello, dalla posizione assai insicura di mister Inzaghi, da un ambiente avvelenato. Prendono subito pallino, fraseggiano con precisione e velocità, creano occasioni. In un minuto scarso Viviano è chiamato a togliere due palloni dalla porta, dimostrando che il lungo e non desiderato oziare portoghese non lo ha arrugginito. La Spal si affida alle geometrie di Valdifiori, che ha qualche giocata illuminante, come quando mette Antenucci quasi davanti alla porta: questione di centimetri. Il Bologna però l’ha preparata bene e l’interpreta adeguatamente. L’asse Sansone-Djiks obbliga Lazzari a stare sulle sue, ed al contempo limita le avanzate dello spallino. La supremazia ospite è evidente ed il vantaggio giunge meritato, per quanto favorito da uno svarione di Vicari che Palacio - classe intatta - trasforma in oro.
la svolta
L’accenno di reazione spallina chiama Skorupski a dimostrare che è bravo. Ma tra i brividi indotti da Antenucci e Kurtic c’è un contropiedone di Palacio. Alla pausa la Spal si trova in situazione di sconforto, denunciando vecchi limiti di passo e di slancio agonistico, oltre che fatali errori dei singoli.
L’avvio di ripresa è imbarazzante. Dominio bolognese, pressione avanzata e tanta determinazione in più. Il popolo biancazzurro non gradisce e invita i suoi prodi a sfoderare i... gioielli. Paradossalmente, nel momento peggiore la Spal trova la svolta. Prima segna Antenucci, ma dopo infinito consulto Var il punto viene annullato (fuorigioco di Petagna). Il Bologna ha un sussulto ma il tandem Palacio-Orsolini non trova il raddoppio. Così il castigo è firmato da Kurtic, l’uomo del derby d’andata.
La Spal è assai rinfrancata. Il calo del Bologna risulta parimenti impressionante. Inzaghi prova a mettere forze fresche, ma Svanberg e Santander sono poca roba. Semplici inserisce Schiattarella per Valdifiori, poi perde Lazzari per infortunio e allarga Bonifazi a laterale, con Cionek centrale. Finisce con un pareggio che non lascia morti. Ma i giochi salvezza restano da fare. —
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