Spal e pareggi Il lungo amore vale la salvezza
Semplici ha rivendicato il valore del “punticino” col Bologna E ha ragione, purché non ne vengano lasciati altri per strada
«Con i pareggi ci siamo salvati». Parole scolpite nella pietra, quelle di mister Leonardo Semplici, dopo il derby con il Bologna. Il “solito” pareggio, 1-1 e in rimonta con i rossoblù, e la vittoria che non arriva dalla trasferta a Roma (era il 20 ottobre 2018) e i tre punti casalinghi che mancano addirittura dalla quarta d’andata con l’Atalanta (17 settembre), in quella che rimarrà la notte più magica di questo campionato, con la doppietta dell’ex Petagna a coronare l’inaugurazione del “Paolo Mazza” ampliato e rimesso a nuovo. Non si vive di ricordi, però, e il “punticino” raccolto nella sfida più sentita dell’anno ha fatto storcere il naso a molti: tutti gelati dalle parole del mister. Chi ha ragione?
L’ARCHIVIO
Partendo dalla considerazione del tecnico biancazzurro, rispolveriamo l’archivio. La scorsa stagione la Spal chiuse a 38 punti, frutto di 8 vittorie e 14 pareggi. Persino tre punti di troppo: la permanenza in serie A sarebbe stata garantita anche dall’arrivo alla pari, a quota 35, con il Crotone, avendo gli scontri diretti a favore. Ma la quota salvezza, si sa, ogni anno varia. Materia difficile, dunque, da maneggiare con cautela. Proviamoci.
Antenucci e compagni hanno chiuso l’andata con 4 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte, un totale di 17 punti, che li ha portati in zona salvezza, con un margine di 4 lunghezze sulla terzultima. Rispetto alla stagione precedente (3 vittorie e 6 pareggi), due punti in più, ma allora sulla zona retrocessione non c’era margine, se non il vantaggio nella differenza reti sul Crotone terzultimo. Dunque, partiamo dal fatto che nel girone ascendente la Spal ha fatto meglio che nella precedente annata.
IL DERBY
È iniziato il ritorno ed ecco il pareggio nel derby. Rispetto all’andata, due punti in meno, certo, però... Il Bologna si è presentato al “Mazza” con l’acqua alla gola e due rinforzi di peso, eppure ha lo stesso rischiato di perdere: il tanto disprezzato pari consente alla Spal di rimanere a +4 sui rossoblù, ossia sulla terzultima piazza.
Vabbè, si dirà, ma il futuro? Un punto alla volta ci si salva? Mister Semplici dice di sì. E il futuro, al netto di quello che potrà cambiare questa asfittica finestra di mercato, lo possiamo leggere solo guardando al recente passato: il girone d’andata. La domanda da porsi, dunque, non è più quali partite la Spal avrebbe potuto vincere, ma quali avrebbe potuto pareggiare anziché perdere.
I RIMPIANTI
Su tutte, ne saltano all’occhio due, entrambe in trasferta: a Torino, sponda granata, e a Milano, versante rossonero. Sì, perché contro la squadra di Mazzarri la Spal era bella e pimpante, stava tenendo benissimo il campo e se la stava giocando alla pari, galvanizzata dai successi raccolti al Dall’Ara nelle prime due giornate. Poi, ecco che Giove pluvio ci mette del suo: bomba d’acqua sull’Olimpico e partita sospesa. Già si giocava in notturna, poi lo stop di un’ora portò il match a terminare sul finire del giorno, comunque su un campo insidioso e senza che si potesse effettuare il necessario riscaldamento prima di riprendere a battagliare, tant’è che più di un biancazzurro ne uscì acciaccato. Gol di Nkoulou al 52’ e sconfitta immeritata, ovvero pareggio mancato.
Non ha avuto responsabilità l’arbitro, invece, nel ko patito con il Milan. Qui la Spal deve recitare il mea culpa, perché tenere il vantaggio per appena tre minuti (13’ Petagna, 16’ Castillejo) contro una squadra in crisi, beh, è riprovevole. Come lo sarà poi “resuscitare” Higuain. Poi, per carità, la Spal comunque ci aveva provato a rimetterla in bolla, ma Donnarumma con una gran parata disse no a Fares.
E questo ci porta a un altro caso da mettere sotto la lente, quello di sette giorni prima nientemeno che a Napoli. Sì, perché anche allora lo stesso Fares ebbe la grande occasione, fors’ancora più eclatante: a dirgli di no con un intervento da campione l’ex di turno Meret. E al San Paolo finì 1-0...
Altri rimpianti? Altre sconfitte che, in qualche modo, sarebbero potute essere pareggi? Così come a Milano, anche a Genova, sponda blucerchiata, la Spal si fece ribaltare il verdetto, tenendo il vantaggio solo per pochi minuti: gol di Paloschi al 21’, pareggio di Linetty dopo 4’, partita poi chiusa da Defrel al 60’. Prim’ancora, in casa con l’Inter. Ancora Paloschi protagonista, al 72’ pareggiò la prima rete segnata da Icardi al quarto d’ora, rimediando anche al rigore fallito da Antenucci, per poi farsi infilare dallo stesso capitano nerazzurro al 78’, dimenticandolo in mezzo all’area...
IL CONTO
Avete perso il conto? Sono cinque sconfitte, la metà di quelle subite sinora dalla Spal: fossero stati cinque pareggi, oggi la classifica vedrebbe la Spal in ben altra posizione, la 13ª per l’esattezza, a +9 sul Bologna. L’auspicio, allora, è che nel girone di ritorno non si collezionino altri rimpianti: Semplici ha ragione, i pareggi sono preziosissimi e vanno difesi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
