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I ramarri devono ripartire da una difesa più ermetica

Alessandro Ferri

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SANT’AGOSTINO. Il Sant’Agostino si avvicina alla trasferta in Romagna con qualche pensiero in più legato alla posizione di classifica, che rimane comunque buona. I ragazzi di mister Ghedini contro il Cattolica hanno subito un pesante ribaltone interno, Sartori e compagni si sono rivelati una sorta di bestia nera dei ramarri, visto che sono riusciti a realizzare 6 punti tra andata e ritorno, segnando 7 gol in due partite ai ferraresi. Nonostante questo, l’1-4 di domenica scorsa è stato un punteggio troppo pesante per quello che si è visto in campo, dove il Sant’Agostino è stato punito a ogni errore.

Il prossimo avversario, il Diegaro, si presenta decisamente in palla, visto che nelle ultime cinque partite ha raccolto 11 punti, frutto di tre vittorie e due pareggi. La squadra della provincia di Cesena ha accorciato la classifica e si trova a due lunghezze da Iazzetta e compagni, d’altronde parliamo di una società che a inizio anno aveva ben altre ambizioni e che poi si è ritrovata a lottare per la salvezza, in un Girone B di Eccellenza molto equilibrato e combattuto. A parte Alfonsine e Castelfranco, che pur vincendo faticano nella partita singola, le altre sono più o meno sullo stesso livello e la differenza viene fatta dall’applicazione, dall’attenzione e dai colpi dei singoli.

Come giocherà il Sant’Agostino sul campo stretto e complicato del Diegaro? Ripartire da una difesa più ermetica è la base per riuscire a tornare verso Ferrara senza le ossa rotte. Poi, al netto delle squalifiche (capitan Iazzetta deve scontare la seconda giornata dopo il rosso contro il Castelfranco), il potenziale offensivo per far male ai padroni di casa non manca di certo. Il Diegaro, numeri alla mano, ha il peggior attacco del campionato, però prendere sottogamba l’avversario è il peggiore degli errori che si possa fare. Nel mercato di riparazione in Romagna sono arrivati giocatori capaci di spostare gli equilibri: il metronomo di centrocampo Domini sta già facendo la differenza, mentre davanti il pericolo è rappresentato – oltre che da Casadei – da Gianluca Rizzitelli, figlio d’arte.

Vincere per la squadra del presidente Bruno Lenzi non è utopia e sarebbe una bella iniezione di fiducia e di ossigeno per affrontare il prossimo mese di partite. —

Alessandro Ferri

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