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Spal a Parma 33 anni dopo Per la svolta

Paolo Negri
Spal a Parma 33 anni dopo Per la svolta

Nel marzo dell’86 uno 0-0 firmato dai miracoli di Cervellati Che ora dice: «Domani sarà una partita equilibrata»

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Parma-Spal, domani, torna a distanza di una vita dall’ultima sfida tra le due squadre al “Tardini”. Era il 9 marzo del 1986, finì 0-0. Ducali allenati da Arrigo Sacchi e destinati alla promozione in B, biancazzurri affidati a Gianni Galeone. Nomi illustri, da Landucci a Signorini, da Mussi a Bianchi, da Tavola a Perinelli passando per Gustinetti e Cervellati. Quest’ultimo fu l’eroe del match, un pareggio financo imbarazzante tanto e tale fu il dominio del Parma, sotto la pioggia, sul fango.

ancelotti e mongardi

Ma Parma-Spal significa anche tante altre cose. Il trait d’union rappresentato da Lucio Mongardi, mitico capitano biancazzurro e punto di riferimento crociato celebrato da Ancelotti. Scusate, mica uno qualsiasi. Il buon Carletto scrive nel suo libro: «...Mongardi si prese cura di me perché ero più giovane e in me vedeva qualità da professionista. A volte mi invitava a casa sua, a mangiare con la famiglia. Fu il mio punto di riferimento come uomo e come calciatore...». E tante altre belle parole, sentite, profonde.

Parma-Spal. Le sfide in C ad inizio anni’70. Colzato dai crociati ai biancazzurri come grande rinforzo per il ritorno in B: attese (parzialmente) deluse. Larini, Pari, Casilli, Valoti... quanti incroci. La mattanza del 1984, gol di Pezzato ma... poker di Barbuti.

l’analisi

E adesso il neo-promosso Parma che viaggia a quote più che lusinghiere, che vuole ridorare un passato opulento e non distante, che schiera Gervinho, rimpatria Kucka, tratta Iturbe. Spal alla seconda stagione in A e che sferraglia per salvarsi ed il cui mercato è di profilo diverso. Domani che sfida sarà?

«Complicata per la Spal – dice Riccardo Cervellati, ex portiere biancazzurro, protagonista delle gare degli anni’80, ora procuratore – alla luce dell’ottimo momento del Parma. Ma anche aperta a tutti i risultati. Match non impossibile per la Spal».

C’è un’apparente contraddizione. Cervellati la spazza via: «Le due squadre sono state costruite in maniera diversa. Il Parma ha confermato parte della base che ha vinto C e B, poi ha inserito Inglese e Gervinho, ora Kucka e arriverà El Kaddouri. Uomini importanti, ma non sono state spese cifre folli come si pensa. Innesti mirati. Dovevano carburare, inserirsi, quando l’hanno fatto il Parma è lievitato: visto alla seconda d’andata, quando a Bologna vinse la Spal, anche i crociati parevano destinati a lottare per la salvezza. Adesso la musica è diversa, però tolti i giocatori citati non c’è squilibrio totale tra le due formazioni. Per questo dico che sarà una partita aperta».

Anche sul filo di canoni tattici ben precisi: «Il Parma non si espone, ama agire soprattutto in contropiede. La Spal quindi dovrà essere brava a non concedere spazi».

Cervellati era il portiere della Spal il giorno dei quattro gol di Barbuti... «Me li ricordo bene. Venivo da una settimana tribolata per l’estrazione del dente del giudizio, mi allenai solo il sabato ma Galeone decise di farmi giocare ugualmente. Feci bene, non fu sufficiente. Il Parma di Perani era fortissimo, vinse il campionato».

da barbuti a sacchi

Come quello di Sacchi. Contro il quale Cervellati fece miracoli in quello 0-0 dell’86: «Giocammo nella nostra area di rigore! Vivevo un periodo eccezionale, sapevo che il pallone non sarebbe entrato, parai anche un rigore a Zannoni. Dopo quella partita mi chiamò lo stesso Sacchi, mi voleva anche il Brescia. Era un altro calcio, non c’erano i procuratori. Alla Spal arrivò mister Mazzola, Cipollini mi disse che volevano tenermi e che mi avrebbero dato la fascia di capitano. Avevo 23 anni, ero capitano della mia squadra, nella mia città. Portiere e capitano come il mio idolo Harald Schumacher che portava la fascia nella Germania finalista ai Mondiali di Messico’86. Non me la sentii di andare via. Una scelta che pesò sulla mia carriera: fossi salito di categoria a quell’età, anziché a 26/27 anni come quando andai al Bologna, molte cose sarebbero forse andate diversamente».

E domani? «Domai sarò in tribuna al “Tardini”. E ripenserò alla partita di 33 anni fa...». –



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