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Il presidente Bruschi striglia l’Argentana «Atteggiamento da cambiare in fretta»

Daniele Carnaroli
Il presidente Bruschi striglia l’Argentana «Atteggiamento da cambiare in fretta»

Domenica contro il Progresso è giunta la 3ª sconfitta di fila Il massimo dirigente non ha digerito la prova senza grinta

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ARGENTA Che sarebbe stata dura si sapeva. E così è stato. Ancora una volta, però, la prestazione è stata deludente. L’Argentana cede alla terza forza del campionato, il Progresso dell’ex allenatore Marchini, che domenica s’è imposto ad Argenta 1-2. Per i granata, il momento è sempre più delicato a causa delle tre sconfitte consecutive che hanno rimesso tutto in gioco in termini di obiettivi, con lo spettro della zona playout distante appena due punti.

i guai

In più, piove sul bagnato in termini di infortuni. In un’infermeria già piena di titolari, si è aggiunto Mattia Brandolini, uscito anzitempo a causa di una distorsione alla caviglia. Tempi duri, dunque, con il presidente Eugenio Bruschi che non risparmia critiche alla squadra.

«Abbiamo l’elettroencefalogramma piatto. Le ultime prestazioni sono state tutte uguali: primi tempi da sonnolenza, riprese poco meglio e comunque senza produrre occasioni. Non creiamo più niente, i portieri avversari non devono fare neanche una parata. Domenica, dopo il gol del Progresso su rigore, per altro netto, abbiamo avuto una reazione ma non capisco perché dobbiamo averla dopo aver subito. Siamo riusciti a pareggiare, ma abbiamo mantenuto il risultato per soli tre minuti. Poi addirittura, negli ultimi cinque minuti, potevamo prendere altri due gol in contropiede».

l’insoddisfazione

Bruschi non nasconde tutta la sua insoddisfazione: «Comincio veramente a pensare che la base di questa squadra sia modesta, utile per ambire al massimo ad una metà classifica, salvandosi senza troppi affanni. E dire che il nostro allenatore Rambaldi, a inizio anno, disse che sarebbe stata una sconfitta arrivare dietro al quinto o sesto posto. Secondo me, invece, questa è la posizione che meritiamo, perché le altre squadre hanno più fame di noi e, probabilmente, sono anche meglio disposte in campo».

il messaggio

Una rassegnazione che vuole essere, evidentemente, anche un messaggio ai suoi giocatori: «L’atteggiamento non mi piace per niente: siamo una squadra senza identità, senza mordente, senza smalto... Senza niente. Può anche darsi che alcuni dei senatori, dopo diversi anni qui, non abbiano più le motivazioni che magari potrebbero trovare da un’altra parte. Fatto sta che sono sempre in attesa – conclude il primo tifoso granata – che scatti una molla nei giocatori, che succeda qualcosa, che tornino ad essere quelli di inizio stagione, nuovi acquisti compresi». —

Daniele Carnaroli

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