«Copparese gruppo unito Poi, sì: io faccio tanti gol»
Bomber Fyda è tornato e con il Riccione ha segnato una doppietta pesante «L’ho detto che sono un attaccante e qui mi hanno dato retta subito»
COPPARO. La bella vittoria con il Fya Riccione, dopo un periodo difficile a cavallo tra la fine dell’andata e l’inizio del ritorno, porta alla Copparese tre punti (e non è certo un male), qualche certezza in più e il ritorno al gol (una doppietta, mica male) di Szimon Fyda, rientrato la scorsa settimana, ma ancora con qualche problemino di carattere muscolare. Sarà anche in uno di quei muscoli che ti rendi conto che esistono solo quando ti fanno male, ma per giocarci su serve carattere, capacità di stringere i denti: Szymon ce l’ha. Anche se ci risponde dalla sala d’aspetto del fisioterapista.
SALA D’ASPETTO
Così la telefonata inizia con un “Non farci paura, tutto a posto?”. Lui non nasconde la situazione: «Ho ancora dei problemi muscolari, ma il fisioterapista dice che, con le dovute attenzioni e consapevole che comunque mi farà male, ci posso giocare. E credo sia giusto giocare».
CAPOCANNONIERE
Va sottolineato che, anche con una sola gamba efficiente, in diverse gare Fyda non avrà segnato, ma è stato un buon terminale offensivo, suggeritore, sponda efficace. Però il fatto che sia tornato al gol, ora è a quota 15, fa piacere. A proposito, al momento è il capocannoniere dell’intera Eccellenza regionale: nel girone A si fermano a 14. Una bella soddisfazione: «Certo che è una bella soddisfazione. Da un parte, è piacevole segnare, essere l’attaccante, quello che realizza. Dall’altra, è un discorso di squadra: se gioco anche passando sopra a certi problemi fisici, è anche grazie al valore dei miei compagni, di tutta la squadra, nell’essere uniti. In serie D mi hanno fatto giocare in tanti ruoli, ma io mi sono sempre sentito un attaccante. A Copparo, da subito, mi hanno dato retta. E segnare è piacevolissimo, in un ambiente in cui ci si allena bene, si sorride, si sa di calcio, si gioca uniti. E fa piacere fare il possibile per ottenere il miglior risultato possibile, per me, ma anche per tutto il gruppo. Io non sono certo vecchio (il giocatore di origine polacca ha 22 anni, ndr), ma domenica scorsa giocavamo con 2 ragazzi del 2000 e un 2001: bisogna assolutamente dare il possibile per consentire di crescere e di giocare nelle migliori condizioni possibili. Stavamo vincendo bene, poi abbiamo preso un gol su errore collettivo. È la prova che non devi mai mollare la presa».
LA GRANDE SFIDA
E domenica si annuncia un’altra battaglia: «L’Alfonsine? Benissimo, sono loro che devono vincere il campionato, noi dobbiamo fare solo del nostro meglio. E finora (ed anche lo scorso anno col Medicina) con le squadre migliori ci siamo sempre trovati bene». —
Alessandro Bassi
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