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Baltur, ora serve una reazione A Treviso per dei passi avanti

Simone Gagliardi
Baltur, ora serve una reazione A Treviso per dei passi avanti

Sulla carta missione impossibile dei centesi contro la corazzata De’ Longhi Ma l’ambiente chiede alla squadra più coraggio e una prova d’orgoglio

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cento. Missione impossibile per la Baltur Cento impegnata oggi al Palaverde di Villorba contro la corazzata De’ Longhi Treviso. I biancorossi di Bechi, reduci dalle dolorose sconfitte di Roseto e a San Lazzaro contro Ravenna, cercheranno di dare un segnale nella difficile trasferta veneta. Non è certo la partita ideale per risorgere, vista la consistenza e la solidità di un avversario costruito per vincere. Coach Bechi, però, non ci sta a partire battuto: «Ogni partita è un’occasione per vincere, il mio atteggiamento non è di presunzione: È solo la verità. È innegabile che Treviso è forte, però io nella mia carriera ne ho viste tante. Rispetto a giovedì dobbiamo crescere sotto il profilo dell’attenzione, dobbiamo perdere meno palloni. Tutte quelle palle perse ci hanno tolto fiducia, mentre Ravenna facendo canestro ha trovato proprio quella fiducia mancata a noi. Dobbiamo migliorare anche nel controllo del ritmo della partita».

sottotono

La Baltur oggi è una squadra impaurita, intimidita. Tutto sembra difficile, comprese le cose più banali come un semplice passaggio in mezzo all’area. Poco coraggio per paura di sbagliare, movimenti eseguiti alla lettera rinunciando anche a giochi in transizione. «Da giovedì è passato poco tempo - continua Bechi -: abbiamo fatto un po’ di lavoro di recupero, un po’ di tattica. Kuksiks? Il suo processo di inserimento non è immediato. È chiaro che da lui mi aspetto un salto di qualità».

TIFO E CONTESTAZIONE

Giovedì a San Lazzaro la Baltur è uscita tra i fischi. Nonostante tutto anche oggi la frangia più calda della tifoseria biancorossa promette sostegno. Due pullman, oltre a vetture private, porteranno nello spicchio del Palaverde circa 130 fedelissimi per sospingere la squadra in quella che - sulla carta - è una delle trasferte più difficili dell’anno: «Sono appena arrivato e mi rendo conto che non c’è il massimo dell’armonia – dice Bechi sul rapporto tra squadra e buona parte della tifoseria - il mio compito è quello di mettere la squadra nelle migliori condizioni per vincere le partite e raggiungere l’obiettivo e, ora, compattare l’ambiente. In questo momento ci sarebbe bisogno di unità di intenti da parte di tutti, ognuno si guardi dentro per fare qualcosa di importante: io farò il mio».

l’infermeria

Oggi alla Baltur dovrebbe mancare solo Moreno il cui rientro è previsto domenica prossima nello scontro diretto di San Lazzaro contro Cagliari. Giocherà invece, nonostante la botta rimediata nella caduta di giovedì, Keddrik Mays. Dalle mani del folletto americano passerà buona parte del “fatturato” odierno della squadra che si spera superiore ai 50 punti totalizzati rispetto alle ultime due partite. Si incomincia intanto a ragionare sul ritorno di James White. Dopo essere volato negli Usa, “The Flight” è tornato in Italia: i più ottimisti prevedono il rientro del colored entro la fine del mese, abbondantemente prima degli 80 giorni di sosta previsti dopo l’infortunio di Imola e i minuti in campo la settimana successiva a Jesi. Per ora è una semplice ipotesi.

Ora sotto con Treviso. All’andata la Baltur vinse bene, fu la miglior partita di tutta la stagione. Ma era senza dubbio un’altra Baltur; una matricola terribile lanciata sulle ali dell’entusiasmo delle prime vittorie conquistate in serie A. Una Baltur con una fiducia ora tutta da ricostruire, con tanti sogni nel cassetto ed obiettivi minimi oggi ancora da conquistare. E fantasmi che fanno paura. Forse Treviso non è la tappa più indicata per riprendere il cammino verso la salvezza. Ma per dare un segnale, sì. —

Simone Gagliardi

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