Spal, il Toro in tavola all’ora di pranzo
Alle 12.30 al “Mazza” durissimo confronto con i granata. Ma i biancazzurri vogliono dare continuità all’exploit di Parma
FERRARA. Riprova e sarai più fortunato. Dopo otto tentativi abortiti (Sassuolo, Inter, Frosinone, Cagliari, Empoli, Chievo, Udinese e Bologna), la Spal oggi cerca di tornare alla vittoria interna che manca dal 2-0 contro l’Atalanta dello scorso 17 settembre. Quattro mesi e mezzo addietro.
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I presupposti. Non c’è l’acqua alla gola, la squadra non ha le spalle al muro, non si tratta di uno scontro diretto, non c’è l’obbligo del successo a tutti i costi. Oggi alle 12. 30 al “Paolo Mazza” contro il Torino i biancazzurri scenderanno in campo in condizioni psicologiche e di classifica diverse rispetto al recentissimo passato. Quando non esisteva una serissima minaccia di graduatoria, ma quando logica e necessità suggerivano quanto sarebbe stato opportuno battere parecchie rivali nella lotta per la salvezza. Ma, adesso, cosa è cambiato?
È cambiato che la fantasmagorica affermazione di domenica scorsa a Parma ha permesso di tornare alla conquista dei tre punti (bottino assente dal 20 ottobre a Roma, sponda giallorossa), ha riscaldato gli animi ed ha fruttato il +7 sul Bologna, prima squadra tra quelle retrocedende. Insomma, aria pura in abbondanza. Ovvio che sarebbe cosa buona e giusta fare sì che l’exploit parmense potesse godere di opportuna continuità. E qui entrano in gioco le difficoltà del confronto odierno, all’ora di pranzo.
Avversario. Il Torino cui i propri tifosi rimproverano di non fare mai questo benedetto salto di qualità – sia a livello di ambizioni societarie, sia sotto il profilo dei risultati –, appare ad una svolta: o conferma il successo sull’Inter, vince, ed entra a pieno titolo nella lotta per un posto in Europa, o inciampa nella Spal e rimane nel limbo. Per questo, e per la carica annunciata da mister Mazzarri, è lecito attendersi un Toro sbuffante, straripante agonismo e fisicità, meticoloso nell’aspetto tattico, determinato in attacco con il tandem Belotti-Zaza.
Avversario più che scorbutico, per caratteristiche e doti globali, che la Spal potrà matare solo in virtù di una grande prestazione. Sotto ogni punto di vista. Tra gli allenatori è prevedibile una partita a scacchi, poi la differenza la farà l’interpretazione dei protagonisti. E la Spal dovrà esprimere il cocktail di ingredienti messo in campo negli ultimi 25 minuti di Parma. Conterà lo spirito, ma conterà – eccome – anche il modo di giocare, la capacità di trovare e proporre soluzioni, la forza nel reggere il confronto fisico con i granata, l’abilità nel mettere in difficoltà la difesa ospite, oggi probabilmente priva di Djidji, recuperato ma forse solo per la panchina.
La soluzioni. Il lato debole della retroguardia granata potrebbe essere quello di centro-sinistra presumibilmente composto da Moretti ed Ola Aina. Dalla parte del nigeriano dovrà martellare Lazzari, tra il terzino ed il centrale dovrà inserirsi la mezz’ala (Missiroli o il neo-acquisto Murgia, se debutterà dall’inizio), dovrà apparire una punta per allargare Moretti e creare spazio. In virtù di tutto ciò, e del timore che Lazzari suscita nel mondo granata, ci aspettiamo che Mazzarri possa confermare Ansaldi come mezz’ala sinistra, per dare maggior sostegno, appoggio, copertura ai citati Moretti e Ola. Ansaldi terzino (con Baselli mezz’ala) non avrebbe invece il passo per tenere Lazzari, con tutti i problemi che ne conseguirebbero per la difesa del Torino.
Ma la Spal dovrà anche variare la proposta di gioco, non insistere solo da una parte. Serviranno soluzioni, appunto. Soprattutto nella giornata in cui non ci sarà bomber Petagna, squalificato. Un altro attaccante con quelle caratteristiche non c’è, quindi per i biancazzurri sarà necessario esplorare combinazioni diverse. Probabile che tocchi ad Antenucci giocare al posto di Petagna, naturalmente non come Petagna ma con le personali qualità che gli sono conosciute. Al suo fianco, Paloschi.
Per il resto, con il rientro di Cionek in difesa, l’unico possibile dubbio è quello relativo ad un ballottaggio tra Missiroli ed il citato Murgia, appena arrivato.
Per la classifica. Mister Semplici avrà soppesato tutto ed il contrario di tutto, non escludiamo che possa anche lanciare Murgia senza perdere tempo. Nel caso, gli acquisti del mercato invernale sarebbero due: Viviano e appunto il centrocampista. Un altro, il difensore Regini, sarà in panchina, in attesa di candidarsi in un paio di settimane ad un ruolo da titolare. Il quarto, il talentuoso ed attesissimo montenegrino Jankovic, deve ancora arrivare a Ferrara.
Conta il presente. Cioè oggi. La Spal col Toro vuole confermarsi. Un risultato positivo (meglio la vittoria, of course) avrebbe grande impatto. –
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